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26.09.2025

Su 61 iscritti in prima solo 1 su 5 è italiano, Vannacci: “Non ci restano che le scuole private per un’educazione decente”

Redazione

Su 61 iscritti in prima elementare in una scuola primaria di Mestre solo un quinto ha la cittadinanza, circa una decina e di questi solo due hanno i genitori italiani da più generazioni: il caso è servito. Come riporta Il Corriere della Sera, la notizia ha attirato vari commenti, anche da parte della politica.

Rischio ghetto?

“Da tempo poniamo in evidenzia come la concentrazione sostanzialmente monoculturale degli alunni che non sono ‘italofoni’ meriti davvero una attenta riflessione su scala cittadina – spiega il presidente del Consiglio d’istituto –. Il Consiglio ritiene che tale contesto sia davvero controindicato e può ostacolare ai bambini di integrarsi nel Paese in cui vivono, in una scuola che si è distinta per un’offerta formativa eccellente per tutti, anche per una reale capacità di accoglienza dei neoarrivati non italofoni”.

Il rischio è che il buon modello di integrazione riscontrato in questi anni diventi un boomerang al contrario, e che anziché fare inserire bene in società gli alunni stranieri li isoli. Ma dove sono le famiglie italiane? A quanto pare i loro figli sono stati iscritti in altre scuole: non è che non ci siano nel quartiere, è che hanno preferito scuole diverse, anche private.

Pare che i residenti storici sceglierebbero scuole con percentuali più basse di alunni stranieri. La dirigente scolastica preferisce non commentare, per non turbare la serenità dei bambini. Sulla questione è intervenuto anche Roberto Vannacci: “Ormai agli italiani non resta che la via delle scuole private se vogliono offrire ai propri figli un’educazione decente – sbotta il generale leghista -. E così noi siamo costretti a pagare due volte: con le nostre tasse paghiamo agli stranieri scuola gratis, sanità gratis, alloggi popolari, bonus, sussidi etc. e poi dobbiamo pagare una seconda volta per la scuola privata dei nostri figli, per la sanità privata, il mutuo o l’affitto etc. Per non parlare dei soldi che siamo costretti a spendere in sicurezza per proteggerci dai delinquenti stranieri. Finché il nostro Welfare sarà così generoso con gli immigrati, questi continueranno ad affluire in massa! Finiremo per diventare noi stranieri in patria”.

Una mamma italiana: “Ci troviamo bene, nostro figlio è felice”

“Ci siamo trovati bene, nostro figlio è felice. Probabilmente iscriveremo anche il fratello più piccolo nella stessa scuola”, queste le parole di una mamma di un bambino iscritto nella scuola. “Dal punto di vista linguistico, le uniche criticità si sono verificate alla scuola dell’infanzia. Quasi sempre la lingua italiana si impara lì e in questo senso una presenza forte di bimbi che parlavano la stessa lingua (quasi unicamente il bengalese, appunto) ha impedito loro di apprendere velocemente l’italiano. Per chi è rimasto alla scuola primaria, però, la difficoltà linguistica è sicuramente diminuita con gli anni. Tra i bambini invece non c’è alcun problema di comunicazione, vanno tutti molto d’accordo. Anzi, penso che sia un valore aggiunto che i bambini crescano in un contesto multiculturale”.

“La complessità maggiore che ci è stata segnalata riguarda la partecipazione alle riunioni di classe in cui molti genitori non vengono. Diventa dunque più complicato comunicare. Spesso ci sono abitudini diverse che magari noi non conosciamo. Le maestre in classe coi bambini non sono però affatto in difficoltà. Anzi, ci hanno sempre parlato di una classe molto buona, si dicono contente. È una classe piccola e sono molto seguiti. C’è molto lavoro di integrazione da fare da parte degli insegnanti, questo sì. Ma finora è riuscito perfettamente. La difficoltà vera riguarda soprattutto l’ambito extrascolastico”.

“Mio figlio è molto contento di stare lì. Forse in prima ha fatto un po’ fatica perché i bimbi bengalesi, essendo tanti, tendevano a creare un gruppo chiuso e a stare tra di loro. Già dalla seconda elementare però questa cosa è sparita. Hanno legato tutti con tutti. Proprio di recente mi ha detto ‘Sono proprio contento della classe che ho e non voglio cambiarla mai’. Se gli insegnanti sanno lavorare in un certo modo le complessità col tempo si appianano”, ha aggiunto.

Studenti stranieri in Italia, quanti sono? I dati

Negli ultimi undici anni gli studenti italiani sono diminuiti del 12,5%, mentre quelli con cittadinanza straniera sono aumentati del 16%. Quasi due terzi di loro (65,2%) sono nati in Italia. Lo evidenziano i dati del Dossier Statistico Immigrazione 2025, che IDOS presenterà il prossimo 4 novembre, come riporta Repubblica.

Il totale degli alunni nelle scuole italiane si è ridotto per effetto del calo demografico: erano quasi 9 milioni nel 2014, oggi sono 8 milioni (-9,9%). Nell’a.s. 2023/2024 gli alunni stranieri risultano 931.323, pari all’11,6% del totale, una percentuale più alta rispetto all’incidenza complessiva degli immigrati sulla popolazione italiana (8,9%). Oltre 607mila studenti con cittadinanza straniera sono nati in Italia, in forte crescita rispetto a undici anni fa (51,7%).

Metà degli studenti stranieri appartiene a cinque principali cittadinanze: romena, albanese, marocchina, cinese ed egiziana. Guardando alle aree di provenienza, il 42,9% ha cittadinanza europea (i comunitari quasi un quinto), il 27,8% africana, il 20,7% asiatica e l’8,5% americana (quasi tutta latinoamericana).

Dopo la scuola media, solo il 32,9% degli studenti stranieri sceglie un liceo; la maggioranza si indirizza verso istituti tecnici (39,3%) o professionali (27,9%), dove la loro presenza è quasi tripla rispetto ai licei (14,7% contro 5,4%).

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