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09.05.2026
Aggiornato il 20.10.2026 alle 08:50

Smartphone troppo presto ai bambini, Censis: la metà dei genitori lo concede prima dei 10 anni, poco dopo è via libera ai social

In Italia lo smartphone entra sempre più precocemente e velocemente nella vita dei bambini. Dopo i dati emersi nei giorni scorsi, durante la Giornata regionale delle dipendenze del Lazio, sull’utilizzo continuo e sulla base anche dell’esempio negativo dei genitori, una nuova ricerca del Censis conferma come il rapporto tra minori e tecnologia stia cambiando profondamente abitudini familiari, educazione e vita scolastica. Secondo il Rapporto “Essere genitori oggi. Valori e significati della genitorialità nella società italiana”, presentato a Roma il 7 Maggio e ripreso dalle agenzie di stampa, il 46,4% dei genitori autorizza l’uso dello smartphone prima dei 10 anni, il 68,4% entro gli 11 anni e addirittura il 90,4% entro i 12 anni.

Le percentuali mostrano come il telefono cellulare sia ormai diventato un elemento quasi inevitabile nella crescita dei ragazzi. Rispetto a pochi anni fa, infatti, l’accesso alla tecnologia avviene in età sempre più più presto. Secondo diversi esperti e pedagogisti, questa anticipazione modifica anche il modo in cui bambini e adolescenti costruiscono relazioni sociali, sviluppano concentrazione e affrontano il tempo libero: sono sempre più quelli che parlano ormai di “infanzia digitale”, una generazione cresciuta costantemente connessa attraverso smartphone, tablet e piattaforme online.

Il tema dei social network rappresenta uno degli aspetti più delicati: lo studio del Censis evidenzia che il 46,9% dei genitori permette anche ai figli fino ai 15 anni di utilizzare i social media, mentre il 53,1% preferisce vietarne o limitarne l’accesso.

Nonostante le restrizioni ufficiali previste da molte piattaforme, che spesso fissano il limite minimo a 13 anni, l’uso reale da parte dei minori continua a crescere: secondo il report “Digital 2026” di We Are Social, gli adolescenti trascorrono sempre più ore al giorno on line, soprattutto tra TikTok, Instagram, YouTube e servizi di messaggistica istantanea.

Molti genitori cercano di bilanciare libertà e controllo. Il 69,1% dichiara infatti di fare affidamento soprattutto sul senso di responsabilità dei figli nella gestione dei social network, ma allo stesso tempo il 55,1% utilizza sistemi di parental control per monitorare attività e contenuti online. Inoltre, il 43% geolocalizza i dispositivi dei figli per sapere costantemente dove si trovano.

Il rapporto del Censis affronta anche il ruolo della scuola nell’educazione digitale: il 72,4% dei genitori dichiara di avere fiducia negli insegnanti, mentre solo il 26,1% ritiene che la scuola attribuisca troppo spesso ai genitori la responsabilità dei problemi scolastici dei figli. Si tratta di un dato significativo, in un periodo in cui il rapporto tra famiglia e scuola sta diventando sempre meno stretto e non raramente anche conflittuale.

In questo contesto, rimane vivo il dibattito sull’utilizzo degli smartphone in classe: i due terzi dei genitori si dicono favorevoli al divieto di utilizzo dei cellulari a scuola. Negli ultimi anni, il tema è diventato centrale anche in ambito europeo: diversi Paesi Ue stanno discutendo regolamenti più rigidi sull’uso degli smartphone durante le lezioni, soprattutto per contrastare distrazione, calo dell’attenzione e ovviamente cyberbullismo.

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