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Smartphone troppo presto ai bambini, Censis: la metà dei genitori lo concede prima dei 10 anni, poco dopo è via libera ai social

In Italia lo smartphone entra sempre più velocemente nella vita dei bambini. Dopo i dati emersi nei giorni scorsi, durante la Giornata regionale delle dipendenze del Lazio, sull’utilizzo continuo e sulla base anche dell’esempio negativo dei genitori, una nuova ricerca del Censis conferma come il rapporto tra minori e tecnologia stia cambiando profondamente abitudini familiari, educazione e vita scolastica. Secondo il Rapporto “Essere genitori oggi. Valori e significati della genitorialità nella società italiana”, presentato a Roma il 7 Maggio e ripreso dalle agenzie di stampa, il 46,4% dei genitori autorizza l’uso dello smartphone prima dei 10 anni, il 68,4% entro gli 11 anni e addirittura il 90,4% entro i 12 anni.

Il dato mostra come il telefono cellulare sia ormai diventato un elemento quasi inevitabile nella crescita dei ragazzi. Rispetto a pochi anni fa, infatti, l’accesso alla tecnologia avviene in età sempre più precoce. Secondo diversi pedagogisti, questa anticipazione modifica anche il modo in cui bambini e adolescenti costruiscono relazioni sociali, sviluppano concentrazione e affrontano il tempo libero. Molti esperti parlano ormai di “infanzia digitale”, una generazione cresciuta costantemente connessa attraverso smartphone, tablet e piattaforme online.

Il tema dei social network rappresenta uno degli aspetti più delicati: il rapporto del Censis evidenzia che il 46,9% dei genitori permette anche ai figli fino ai 15 anni di utilizzare i social media, mentre il 53,1% preferisce vietarne o limitarne l’accesso.

Nonostante le restrizioni ufficiali previste da molte piattaforme, che spesso fissano il limite minimo a 13 anni, l’uso reale da parte dei minori continua a crescere: secondo il report “Digital 2026” di We Are Social, gli adolescenti trascorrono diverse ore al giorno online, soprattutto tra TikTok, Instagram, YouTube e servizi di messaggistica istantanea.

Molti genitori cercano di bilanciare libertà e controllo. Il 69,1% dichiara infatti di fare affidamento soprattutto sul senso di responsabilità dei figli nella gestione dei social network, ma allo stesso tempo il 55,1% utilizza sistemi di parental control per monitorare attività e contenuti online. Inoltre, il 43% geolocalizza i dispositivi dei figli per sapere costantemente dove si trovano.

Il rapporto del Censis affronta anche il ruolo della scuola nell’educazione digitale. Il 72,4% dei genitori dichiara di avere fiducia negli insegnanti, mentre solo il 26,1% ritiene che la scuola attribuisca troppo spesso ai genitori la responsabilità dei problemi scolastici dei figli. Un dato significativo in un periodo in cui il rapporto tra famiglia e scuola viene spesso descritto come fragile o conflittuale.

Resta però molto acceso il dibattito sull’utilizzo degli smartphone in classe. Il 66,7% dei genitori si dichiara favorevole al divieto di utilizzo dei cellulari a scuola. Negli ultimi anni, il tema è diventato centrale anche a livello europeo: diversi Paesi stanno discutendo regolamenti più rigidi sull’uso degli smartphone durante le lezioni, soprattutto per contrastare distrazione, cyberbullismo e calo dell’attenzione.

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