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Sui social network gli studenti si espongono, i genitori devono saperlo

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Per non far sì che i social network diventino un territorio pericoloso, dove i pedofili trovano facilmente le loro “prede”, bisogna sensibilizzare i giovani al corretto uso della rete ma anche istruire i loro genitori. Ne sono convinti i responsabili di alcuni istituti scolastici della Gran Bretagna, dove 16.000 famiglie hanno ricevuto via e-mail una comunicazione dai toni pesanti, attraverso cui le scuole avvertono che i loro figli potrebbero essere vittime di pedofili su Facebook e altri siti.
Gli ultimi dati ufficiali, forniti dalla polizia britannica, del resto parlano di almeno 20 studenti, ma probabilmente il numero sale a 50, che sono stati adescati sui popolari siti di social networking negli ultimi tre anni. Le vittime sarebbero state imbottite di alcol e droghe prima di essere molestate o stuprate. Alcune di loro avevano a malapena 12 anni. La polizia ha rivelato di indagare su “una serie di abusi di giovani” e le autorità intendono “rafforzare la consapevolezza del potenziale pericolo”. Le vittime – la maggior parte delle quali sono ragazze, ma anche ragazzi, di età compresa tra i 12 e i 15 anni – frequentavano tre delle 14 scuole messe in allerta e ieri la polizia ha annunciato di avere arrestato un uomo di 19 anni, accusato di abusi sessuali su un minore. La polizia del Devon e della Cornovaglia dà inoltre la caccia a un altro presunto pedofilo.
Una e-mail “esplosiva” è stata così inviata ai genitori di 14 scuole superiori del Devon, nel sud dell’Inghilterra, da Torquai a Paingnton e Teignbridge: “La sicurezza di vostro figlio – c’era scritto – non è mai stata così importante come in questi tempi cruciali”. Nella comunicazione c’era anche scritto che usciti da scuola i giovani devono andare dritti a casa. Un consigliere di Torbay, municipio che fa capo a Torquai, ha creato ulteriore ansia, invitando i ragazzi a non uscire da soli, ma a gruppi di “due-tre”. La prudenza, è il caso di dire, non è mai troppa.
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