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Prima ora | notizie del 17 luglio

17.07.2026

Test Invalsi, Valditara: “Crollo dell’abbandono scolastico ma anche del numero di ragazzi che non raggiungono le competenze”

Ieri, 16 luglio, è stato presentato il Rapporto Invalsi 2026 alla Camera dei Deputati, alla presenza del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Come illustrato dal presidente dell’Invalsi Roberto Ricci, gli esiti della scuola primaria evidenziano “una sostanziale stabilità rispetto all’anno scorso”. Tra i punti sottolineati, “un calo di circa tre punti nella percentuale di bambini e bambine che raggiungono almeno il livello base” in matematica. Per quanto riguarda la secondaria di primo grado gli esiti mostrano “risultati differenziati nelle diverse aree del Paese, ma con andamento simile”.

Il ministro Valditara ha detto la sua, con entusiasmo, anche oggi, 17 luglio, in un video pubblicato sul suo canale YouTube. “Crollano gli abbandoni scolastici. Dal 2022 abbiamo recuperato 520mila ragazzi che non andavano a scuola, che stavano per strada, che stavano a casa a non fare nulla”.

“Oltre a questo sono aumentate anche le competenze al termine del percorso scolastico. Sono diminuiti gli studenti che non raggiungono le competenze richieste al termine dei tredici anni di scuola. Pensate che erano il 7% nel 2019, l’anno scorso il 6,3%. Le riforme che abbiamo avviato, il Decreto Caivano, Agenda Sud, il docente tutor, lo stesso Piano Estate: sono tutte riforme che ci hanno consentito di abbattere la dispersione esplicita, implicita, gli abbandoni e la carenza di competenze”, ha aggiunto.

Il rapporto

I numeri della partecipazione alle rilevazioni

Nel dettaglio, secondo i numeri forniti dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, le rilevazioni hanno interessato “803mila alunni/e della scuola primaria (classi II e V); 520mila studenti/studentesse della scuola secondaria di primo grado (classe III); 593mila studenti/studentesse della classe II di scuola secondaria di secondo grado; 511mila studenti/studentesse dell’ultimo anno di scuola secondaria di secondo grado“.

Tra le competenze sondate anche il digitale

La partecipazione, precisano gli autori della ricerca, è stata superiore al 90% in tutti i gradi scolastici, con punte del 99,7% per la scuola secondaria di primo grado. Quanto alle competenze verificate nelle prove, alle materie “classiche” (italiano, matematica e inglese) è stato aggiunto il comparto digitale, la cui rilevazione era stata avviata l’anno scorso “esclusivamente per le classi campione, mentre quest’anno ha coinvolto l’intera popolazione studentesca interessata”.

Mezzogiorno, “segnali incoraggianti”

La secondaria di secondo grado mostra “un leggero miglioramento rispetto al 2025 della quota di studenti che raggiunge il livello base” in matematica, e in particolare all’ultimo anno “si osserva un miglioramento diffuso rispetto al 2025”, con un aumento dei livelli di adeguatezza che salgono “dal 52% del 2025 al 54% del 2026, con progressi in tutte le macro-aree”. Un altro aspetto positivo riguarda il Mezzogiorno, “che mostra segnali più incoraggianti: il Sud cresce dal 40% al 45% e il Sud e Isole dal 38% al 41% rispetto al 2025“.

Dispersione implicita, i dati migliorano

Tornando alla dispersione scolastica, Invalsi dedica un focus a quella implicita, che riguarda “gli studenti e le studentesse che, pur portando a termine il proprio percorso di istruzione, non raggiungono livelli adeguati negli apprendimenti di base”. Anche su questo fronte, come sulla dispersione in generale, i dati mostrano “un quadro incoraggiante”, visto che si registra una “diminuzione significativa” degli studenti in questa condizione, che “erano l’8,7% nel 2025 sono il 6,3% nel 2026)”.

Cresce il numero degli allievi “eccellenti”

Allo stesso tempo “cresce il numero degli allievi e delle allieve che consegue risultati elevati (passando dal 12,3% del 2025 al 13,1% del 2026)”. Segnali che indicano un miglioramento complessivo della qualità degli apprendimenti, conclude Invalsi, “e testimoniano una maggiore capacità del sistema educativo di sostenere gli studenti in difficoltà, promuovendo al contempo le eccellenze e valorizzando le potenzialità individuali”.

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