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21.10.2026
Aggiornato alle 13:48

TFA Indire III ciclo, i corsi di specializzazione partiranno a breve: risponde il presidente Manfredi

Alla quindicesima edizione di Didacta, ospitata a Lanciano e giunta alla quinta tappa regionale, il presidente di Indire Francesco Manfredi, ai microfoni della Tecnica della Scuola, ha fatto il punto sulla formazione dei docenti di sostegno e sulle prospettive del terzo ciclo di TFA, con particolare attenzione ai percorsi speciali. Una presenza, ha spiegato, pensata per condividere con i professionisti dell’Abruzzo e delle regioni vicine il senso delle sfide che attendono la scuola.

Formare per accompagnare le riforme

Secondo Manfredi, le transizioni in atto richiedono “un governo del cambiamento molto forte”. Gli investimenti sull’edilizia, che avrebbero riguardato 14mila strutture per oltre 14 miliardi di euro, non bastano: occorre sostenere i docenti perché sappiano usare al meglio gli spazi e traducano le riforme in pratica, traendo beneficio da quanto fatto finora e generando ricadute positive per le loro comunità. È questo, ha spiegato, il ruolo di Indire.

I numeri dei primi due cicli

Il presidente ha ricordato che, nel 2025, sono stati formati 11mila docenti di sostegno, mentre quest’anno il dato si attesta intorno agli 8mila. Un impegno che, a suo giudizio, risponde all’obiettivo affidato dal ministro due anni fa: permettere ai docenti di strutturarsi e garantire continuità sulla cattedra, su richiesta delle famiglie. Per Manfredi si è così messo ordine in uno dei passaggi più delicati dell’intero sistema di istruzione e formazione.

Il terzo ciclo dei TFA speciali

Restano però numerosi i docenti di sostegno che operano senza specializzazione. Per i TFA ordinari i tempi proseguono come previsto, mentre per i percorsi speciali Indire attende il terzo ciclo. Manfredi ha riportato la propria percezione che il Ministero dell’Istruzione voglia chiudere il processo e stabilizzare ulteriormente la categoria, ma servirà anche il coinvolgimento del Ministero dell’Università. L’iter, ha precisato, dipende da altri enti. Alla domanda se i corsi possano partire entro la fine della legislatura, ha risposto: “Credo di sì”. Le modalità dovrebbero restare quelle dei primi due cicli.

Qualità e formazione online

Rivendicando i risultati, Manfredi ha affermato che “chi temeva sulla qualità è stato smentito” e che si è riusciti a unire qualità e quantità, anche grazie al contributo delle università. Difendendo la formazione online, ha sottolineato la piena consapevolezza dei docenti italiani e ha ricordato che, solo l’anno scorso, Indire ne ha formati quasi 300mila, diffondendo conoscenze e consapevolezza.

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