Oggi, 21 ottobre, è stato presentato un intervento di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, GILDA Unams e ANIEF nei confronti dei decisori politici, finalizzato ad ottenere risorse aggiuntive per garantire il recupero salariale e colmare il divario retributivo, a parità di titolo di studio, tra il comparto “Istruzione e Ricerca” e i lavoratori delle altre Pubbliche Amministrazioni.
Di seguito, il testo della lettera unitaria rivolta ai ministri Valditara e Bernini, come riportato dal sito di Flc Cgil.
“Onorevoli Signori Ministri,
le scriventi Organizzazioni Sindacali intendono sottoporre alla Vostra attenzione e a quella del Governo la pesante situazione economica in cui versa il personale dei nostri settori.
Le retribuzioni delle lavoratrici e dei lavoratori continuano a subire la progressiva erosione del potere d’acquisto, causata dal prolungato impatto dell’inflazione e dall’aumento vertiginoso del costo della vita e dei beni di prima necessità.
In occasione della sottoscrizione dell’ipotesi di CCNL 2025-2027 per la parte economica, avvenuta il 1° aprile 2026, le scriventi sigle sindacali hanno evidenziato, con apposita dichiarazione allegata, come tale firma rappresentasse un primo indispensabile riconoscimento dei benefici economici, ma che il negoziato relativo al triennio 2025-2027 non risolvesse in modo esaustivo una questione retributiva su cui prevedere un ulteriore indispensabile investimento di risorse.
Dopo le ultime certificazioni Istat su inflazione e costo della vita, ribadiamo con fermezza come sia indispensabile porre condizioni che consentano una piena tutela del potere d’acquisto delle retribuzioni rispetto all’inflazione reale. È pertanto indispensabile che il confronto prosegua per l’individuazione di risorse aggiuntive da destinare alla contrattazione collettiva nazionale.
Alla luce di quanto sopra e in vista della predisposizione della prossima Legge di Bilancio, le scriventi Organizzazioni Sindacali rivolgono un formale appello al Governo affinché vengano disposti finanziamenti straordinari dedicati al comparto contrattuale Istruzione e Ricerca anche per colmare il divario retributivo esistente, a parità di titolo di studio, con i lavoratori delle altre AA.PP. e di altri Paesi europei.
Chiediamo, pertanto, la convocazione urgente di uno specifico incontro al fine di individuare obiettivi e risorse adeguate per garantire la piena valorizzazione del personale e l’effettivo recupero del potere d’acquisto dei salari”.
Il Governo è al lavoro sulla prossima Legge di Bilancio, l’ultima del Governo Meloni insediatosi nel 2022. La manovra sarà di 23,5 miliardi. Come riporta Il Corriere della Sera, è questa la cornice finanziaria disegnata dal Documento programmatico di Bilancio che il Governo ha inviato questa notte, tra il 14 e il 15 ottobre, a Bruxelles.
Il Governo, a quanto si legge nel documento, pone “al centro della politica di bilancio la tutela del potere di acquisto delle famiglie, con particolare attenzione a quelle più fragili, nonché il sostegno alle imprese e gli investimenti”. A famiglie e welfare saranno destinati circa 5 miliardi e alle imprese 3,5.
La Manovra punta inoltre al “finanziamento degli investimenti strategici e infrastrutturali, quale leva per sostenere la crescita e rafforzare la capacità produttiva del Paese. In tale ambito, gli interventi in materia di sicurezza energetica saranno orientati al rafforzamento degli investimenti sulla rete ferroviaria e al potenziamento delle infrastrutture pubbliche, con particolare riferimento a scuole, ospedali, università, impianti sportivi e bacini idroelettrici”.