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04.11.2026
Aggiornato alle 15:52

Tinto Brass è morto, da poco aveva scritto a Mattarella: “Isola Farnese isolata, ai bambini è preclusa la scuola”

Il regista Tinto Brass, 93 anni, è morto. Lo annunciano Sky Tg24 e La Repubblica.

È morto stamattina, 4 novembre, intorno alle 10.30 a Roma. Ne hanno dato notizia all’Ansa la moglie Caterina Varzi e i figli Bonifacio e Beatrice Brass. Per ora la famiglia prevede per i funerali una cerimonia strettamente privata. Era nato a Milano il 26 marzo 1933. 

Qualche mese fa, a giugno, Brass aveva scritto una lettera aperta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, come avevamo già scritto a giugno, per denunciare la situazione del borgo romano di Isola Farnese, dove risiede da oltre mezzo secolo. A causa di due eventi franosi che a gennaio hanno dissestato il costone su cui sorge il Castello Farnese, l’accesso al paese è rimasto precluso per quattro mesi, sottraendo “persino ai bambini la scuola”.

Una comunità isolata a ogni allerta meteo

Come riporta il Corriere, nella lettera, affidata alla moglie Caterina per le condizioni di salute del regista, si denunciava come l’unica via di accesso rimasta percorribile durante la chiusura fosse una scalinata di 141 gradini attraverso la proprietà privata del Castello – impraticabile per anziani, persone con disabilità e donne in attesa. A distanza di mesi, la situazione resta irrisolta: la strada principale, riaperta in via provvisoria, viene richiusa automaticamente a ogni allerta meteo gialla, lasciando di nuovo la scalinata come unica alternativa. “Dietro la reiterazione di tali divieti non scorgo una reale e lungimirante cura della pubblica incolumità, ma il riflesso di una più profonda inerzia”, aveva scritto Brass, che ha denunciato anche la contraddizione di un’amministrazione che considera percorribile una via secondaria priva di collaudo, già teatro di incidenti.

Le conseguenze sulla salute e l’appello al Quirinale

Il regista aveva raccontato come l’interruzione del regime di cure necessario alle sue condizioni abbia portato a una grave setticemia e a due ricoveri ospedalieri ravvicinati, costringendo la moglie a scavalcare le transenne per raggiungerlo in ospedale. “Giunto alla soglia dei novantatré anni, ho da tempo fatto i conti con la morte”, aveva scritto Brass, “ma non saprei restare fedele alla libertà se tacessi ora, vedendola negata alla mia gente”. Il Comitato dei Residenti ha più volte chiesto una revisione dell’ordinanza sindacale e la messa in sicurezza della strada, senza riscontro. Brass si rivolge dunque a Mattarella affinché richiami “le competenti autorità locali, e segnatamente il Comune di Roma, all’adempimento dei propri obblighi”.

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