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Toccafondi: sempre più soldi alle paritarie. Ira Uil: state impoverendo la scuola statale

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Il sottosegretario al Miur, Gabriele Toccafondi, torna ad esaltare i maggiori investimenti per la scuola paritaria. Creando qualche malumore.

Il rappresentante del Governo ha detto che “continua il lavoro del Ministero per un reale raggiungimento della parità scolastica. Fino a qualche anno fa sulle scuole paritarie si parlava di tagli adesso di risorse in più e di importanti novità. Sta cambiando la mentalità, spesso troppo ideologica, verso questo mondo che finalmente inizia a essere considerato come gamba fondamentale del nostro sistema di istruzione”.

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Certo, “insieme a questo prosegue il lavoro di contrasto ai diplomifici perché siamo per la parità ma contro chi si nasconde dietro le regole della parità”, ha sottolineato il sottosegretario a margine della Commissione Parità svoltasi il 1° febbraio al Miur.

Da questo anno sono previsti 50 milioni in più per le scuole materne, viene raddoppiato il fondo per gli studenti disabili – si passa a 24,5 milioni – e si va avanti anche sulle detrazioni per le famiglie. In quattro anni le detrazioni all’anno e per bambino passeranno – sottolinea – da 400 a 800 euro. Sommate tutte queste misure al fondo annuale si raggiunge la quota di 575 milioni che andranno alle scuole, a questo vanno aggiunte le detrazioni che andranno alle famiglie”.

“Inoltre – ha detto ancora Toccafondi – sempre da questo anno ci sono delle novità che nel concreto portano le scuole paritarie a tutti gli effetti all’interno del sistema nazionale d’istruzione. Chi dona con lo strumento dello ‘school bonus’ verserà direttamente alla scuola e non più al Miur. I fondi per l’alternanza scuola lavoro saranno disponibili anche per le paritarie e da questo sarà possibile anche l’accesso all’esperienza dei ‘protocolli in rete’. Così come i fondi Pon che saranno aperti anche ai progetti delle realtà non statali, novità che permetterà agli istituti paritari di accedere ai bandi con progetti autonomi e non più solo in rete con gli istituti statali“.

 

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Le parole entusiastiche di Toccafondi non sono piaciute a Pino Turi, segretario generale della  Uil Scuola: “che la legge 107 fosse il Cavallo di Troia  per poter aggirare la costituzione e finanziare le scuole private e paritarie, lo avevamo capito e sufficientemente denunciato più volte”, ricorda il sindacalista. Che però si meraviglia del fatto che “lo ‘School bonus’, contrariamente a ciò che è stato dichiarato in sede di approvazione della legge, andrà direttamente alle scuole paritarie.Queste scuole riceveranno quindi, oltre ai finanziamenti previsti anche altre risorse con un sistema di proporzionalità. Ciò che si sta perseguendo con misure progressive sono i tagli alla scuola statale e i finanziamenti alle private, operando l’impoverimento delle une a scapito delle altre”.

Quello riassunto da Toccafondi, continua Turi, è “un sistema che ci trova nettamente contrari. E che non possiamo tollerare, soprattutto guardando allo stato in cui si trova la scuola statale dopo gli effetti della legge del Governo sulla scuola”.

Il leader della Uil Scuola ricorda, infine, gli esiti di una recente indagine della Demos, da cui risulta che “la scuola italiana è al terzo posto nella fiducia che gli italiani rivestono nelle istituzioni, dopo il Papa e le forze dell’ordine, addirittura prima del Presidente della Repubblica. A chi dovesse obiettare che ciò riguarda anche le scuole paritarie – conclude Turi –  la stessa indagine risponde inequivocabilmente: l’85% degli italiani è contrario a finanziare le scuole non statali”.

Ma per Valentina Castaldini, portavoce nazionale del Nuovo Centrodestra, le parole di Turi “sono solo un tentativo di alzare un muro ideologico tra scuole statali e non statali tra l’altro utilizzando temi e norme che sembra non conoscere“.

“La legge sulla Buona Scuola – aggiunge Castaldini – prevede che i contribuenti-persone fisiche, enti non commerciali, possano effettuare un’erogazione liberale in denaro in favore delle scuole del sistema nazionale di istruzione (statali e paritarie). Al contribuente spetta un credito d’imposta pari al 65 %”.

I contribuenti scelgono liberamente la scuola da beneficiare e quest’ultima riceverà il 90 % dell’erogazione: poiché il restante 10 % confluirà in un fondo perequativo che sarà distribuito alle scuole che risultino destinatarie di erogazioni liberali in un ammontare inferiore alla media nazionale. In Legge di Bilancio a dicembre 2016 il Parlamento ha stabilito che quando la donazione è fatta ad una scuola paritaria, sarà la scuola ad effettuare il versamento al Miur del 10% che andrà al fondo perequativo“, conclude la portavoce nazionale del Nuovo Centrodestra.