Oggi, mercoledì 7 gennaio, in tutte le scuole italiane viene osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime del tragico incendio avvenuto a Crans-Montana, località sciistica svizzera, nella notte di San Silvestro. Quindi, per tutti gli studenti italiani, è un rientro a scuola dopo le vacanze natalizie molto amaro.
“In questo momento di profondo dolore, il pensiero della comunità scolastica è rivolto ai giovani che hanno perso la vita in circostanze che avrebbero dovuto essere di spensieratezza e condivisione. Con il minuto di silenzio nelle scuole vogliamo ricordare le giovani vittime ed esprimere vicinanza alle loro famiglie, alle quali va il mio pensiero commosso e il più sentito cordoglio”, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Un volo dell’Aeronautica Militare ha riportato, il 5 gennaio, in Italia le giovanissime vittime italiane dell’incendio di Capodanno nella svizzera Crans-Montana: Achille Barosi, Giovanni Tamburi, Emanuele Galeppini, Chiara Costanzo, Riccardo Minghetti. Il sesto feretro, non imbarcato, è quello di Sofia Prosperi, che viveva a Lugano.
Intanto sono state identificate tutte le 40 vittime dell’incendio. Nove erano minorenni: una aveva appena 14 anni. “Una tragedia evitabile”, commenta l’ambasciatore Cornado, come riporta La Repubblica.
Oggi è anche il giorno dei funerali delle sei vittime italiane morte nella strage di Crans-Montana. A Milano si terranno i funerali di Achille Barosi, a Bologna quelli di Giovanni Tamburi, previsto un minuto di silenzio in tutte le scuole di Italia. Nel pomeriggio anche l’ultimo saluto a Chiara Costanzo a Milano e a Riccardo Minghetti a Roma. A Lugano si terrà la cerimonia per Sofia Prosperi.
La dirigente del liceo di Milano frequentato da tre ragazzi rimasti coinvolti nella tragedia di Crans Montana, ha dichiarato: “I ragazzi oggi rientrano dopo giorni molto difficili di dolore, di smarrimento che coinvolge tutta la nostra comunità scolastica che e’ stata profondamente colpita. Oggi li riaccogliamo con l’aiuto di specialiste, psicologhe dell’emergenza che incontreranno anche i docenti, li supporteranno e noi siamo qua come scuola per supportarli, per aiutarli in questo momento. Adesso ci dedichiamo a loro. La nostra missione educativa in questo momento è difficile ma è molto importante quindi ci concentriamo su questo”.