Ci hanno pensato un po’più tardi rispetto a noi italiani, ma alla fine anche in Francia, a luglio scorso, l’omicidio stradale è diventato un reato.
La misura, del resto, era colma: dall’inizio dell’anno, infatti, ben 182 autisti di scuolabus sono stati beccati in preda ai fumi dell’alcol o degli stupefacenti, in orario di servizio. Per l’esattezza, 119 positivi a droghe varie, 63 all’alcol. Sono numeri riportati dal quotidiano Le Monde che cita fonti del Ministero dei Trasporti, in stato di massimo allerta da quando, a gennaio scorso, una liceale di quindici anni è morta nel bus che la portava a scuola, finito in una scarpata a causa delle condizioni di salute non esattamente idonee alla guida dell’autista ventiseienne trovato positivo alla cannabis. Nello stesso incidente almeno una ventina di altri studenti erano rimasti feriti.
Lo scorso aprile, dunque, il Ministero dei Trasporti ha varato il cosiddetto “Piano Joana”, dal nome della sfortunata studentessa della regione Eure-et-Loir, nella Valle della Loira, finalizzato al rafforzamento della sicurezza stradale nel trasporto scolastico.
Un impegno che non si poteva più procrastinare, considerato che nel 2024 centotrentotto scuolabus erano stati coinvolti in incidenti di vario genere con un bilancio di 13 ragazzi finiti in ospedale e 181 feriti in modo non grave. E quest’anno – da gennaio ad oggi – gli incidenti sono stati 103, con 108 feriti e tre morti, tra cui, appunto, Joana.
Secondo Franceinfo.fr, il Piano si svilupperà lungo una serie di assi: le aziende di trasporto saranno tenute a sottoporre gli autisti degli scuolabus ad almeno un test antidroga all’anno, non calendarizzato ma casuale; un altro controllo antidroga sarà effettuato durante le visite mediche periodiche obbligatorie per il rinnovo della patente; terzo asse del Piano, lo sviluppo di un dispositivo già denominato “stupotest”, da montare su ogni bus: il ministro dei Trasporti in persona ha spiegato – durante un’intervista al canale televisivo TF1 – che si tratta di uno strumento molto simile all’etilometro. Salendo sul bus, l’autista dovrà soffiare dentro una cannula e in caso di positività alle droghe, la macchina impedirà l’accensione del mezzo. Ci vorrà, comunque, del tempo prima di mettere a punto uno strumento in grado di riconoscere non soltanto la cannabis ma anche altri tipi di droghe, come la cocaina o la ketamina.
Ancora, il Governo intende dotare tutti i veicoli adibiti al trasporto alunni di telecamere di sorveglianza e istituire una sorta di numero verde che i passeggeri del bus potranno chiamare qualora dovessero accorgersi che a bordo qualcosa non va. Infine – forse la misura più importante di tutte – una campagna di formazione rivolta a tutti gli autisti degli scuolabus sui rischi legati all’assunzione di sostanze stupefacenti.