Oggi, lunedì 21 settembre si terrà la cerimonia nazionale di inaugurazione dell’anno scolastico 2026/2027, “Tutti a scuola”, quest’anno ad Amatrice, in provincia di Rieti, nel decennale del sisma del 2016. Alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, l’appuntamento si svolgerà presso l’Istituto “Sergio Marchionne”, ex “Romolo Capranica”, nella nuova sede della frazione San Cipriano, e sarà trasmesso in diretta su Rai 1 e RaiPlay a partire dalle 16.30.
La Tecnica della Scuola segue, come ogni anno, l’evento. A partire dalle 16.30 il portale tecnicadellascuola.it darà aggiornamenti continui sulla cerimonia. Le dichiarazioni dei protagonisti, le premiazioni, gli ospiti e tutte le fasi dell’evento, come sempre molto atteso dal mondo scolastico.
La conduttrice Eleonora Daniele dà il via a Tutti a Scuola 2026, dall’Istituto comprensivo Sergio Marchionne di Amatrice, in provincia di Rieti. Interviene subito la dirigente scolastica, che ha subito parlato del terremoto di dieci anni fa che ha il colpito il territorio. “La scuola è aperta dal 2019 ed è stata intitolata a Marchionne, che ha donato denaro per ricostruire la scuola”.
Sul palco anche due studenti che hanno raccontato la loro esperienza e i loro sogni post-terremoto. “Ringrazio tutti i docenti che ci sono stati accanto in quel periodo bruttissimo”, ha detto una dei due alunni sul palco.
“Auguro di impegnarsi sempre e crederci sempre, anche in caso di forti difficoltà”, questo il messaggio della dirigente scolastica. “Se c’è la scuola il paese rimane vivo”.
Arriva il comico Gabriele Cirilli: “Ho fatto più di cinque anni ma ho adorato due materie: il latino e il greco”. Cirilli si è cimentato con il proemio dell’Eneide in latino e quello dell’Iliade in greco, enunciandoli ad alta voce.
Samurai Jay si esibisce con la sua “Flamenco paranoia“. “Mi sono reso conto di quanta disciplina ci vuole per fare l’artista”, ecco perché il cantante ha scelto il suo nome d’arte. “Il mio professore di geografia è stato importante. Il mio lato ribelle va pettinato, il mio è stato un professore di vita”, ha aggiunto.
Il docente ha poi fatto una sorpresa al cantante e ha parlato di lui: “Forse la chiave è la relazione, entrare nel cuore dei ragazzi, oltre le conoscenze, capirli. Me lo ricordo bene, è stato con me fai tredici anni fino al diploma. Lo ricordo appassionato di punk e metal”.
“Questa è una cosa rara, ancora mi scrivo con lui, ci sentiamo, ogni tanto andiamo a prendere il caffè. La scuola è un amico dei ragazzi, non un nemico. Ho capito che se i docenti coinvolgono i ragazzi, li fanno sentire parte di qualcosa, è davvero bello avere un rapporto così. Voglio dirgli grazie, anche per avermi motivato, per me non era facile, dalla provincia, credere che i sogni potessero realizzarsi”, ha poi aggiunto il cantante.

Sul palco un ex studente con sindrome di down diplomato con 100, insieme alla sua ex insegnante di sostegno. Quest’ultima ha detto: “Lui era già un ragazzo studioso, ma aveva difficoltà a relazionarsi con i compagni. Abbiamo dovuto modificare la didattica e dare spazio ai ragazzi”.
“Salutiamo tutti gli insegnanti di sostegno in Italia, un applauso a loro. Si parla poco di loro, bisogna farlo sempre di più”, ha detto Daniele.
“Non esiste difficoltà che non si possa risolvere, basta trovare il modo, con le risorse che abbiamo”, ha aggiunto la docente. “L’inclusione è la partecipazione; quando ognuno di noi partecipa c’è vera inclusione”.
Le immagini mostrano il presidente del Consiglio Sergio Mattarella, appena giunto ad Amatrice, che rende omaggio alle vittime del terremoto del 24 agosto 2016, che ha provocato centinaia di vittime.

Momento musicale molto commovente: viene eseguita l’aria da soprano Lascia ch’io pianga.
Salgono sul palco i ragazzi del liceo Boggio Lera di Catania che hanno rappresentato l’Italia nel mondo conquistando il titolo mondiale alla RoboCup Junior a Seul. Gli studenti hanno poi fatto una dimostrazione del loro lavoro.
“Ringrazio la scuola e la mia famiglia, mi hanno dato l’opportunità di fare un bel percorso”, ha detto uno di loro.
Arriva sul palco la cantante Clara, figlia di una docente che quest’anno è andata in pensione. Ecco le sue parole: “L’adolescenza non è un periodo facile, avere una mamma che faceva la prof ha fatto sì che a casa mi sentissi compresa, è importante avere un genitore così”.
Clara si esibisce con Uragani in versione piano-voce.

Eleonora Daniele porta Valditara e Mattarella in mezzo agli studenti di Amatrice, in una classe dell’istituto, insieme all’attrice Luisa Ranieri che legge il passo di un libro, Quando tornano le rondini di Giada Messetti, sul terremoto in Friuli del 1976.
Interviene l’autrice, che descrive il suo testo, parlando della sua esperienza.
“Le istituzioni devono esserci, non bastano gli eroi del quotidiano, i docenti, sono tante le figure che collaborano nella formazione di ogni individuo”, queste le parole dell’attrice Luisa Ranieri, che ha interpretato la preside di Caivano nella fiction La Preside: “Si tratta di un personaggio molto positivo. Se ognuno di noi facesse così il suo lavoro le cose migliorerebbero”.
Due bambini donano due rondini di carta da loro costruite a Mattarella e Valditara.
Gabriele Cirilli mostra alcuni stand di alcuni licei artistici di varie parti d’Italia che si occupano di mosaici e tecniche di intarsio ligneo e descrive le loro attività.
Presenti anche gli allievi di cinque istituti alberghieri che descrivono la preparazione della tradizionale “amatriciana“.
LDA e AKA 7even si esibiscono con Poesie clandestine, che hanno proposto al Festival di Sanremo 2026.
“Coniugare studio e musica? Sono due impegni, ma quando la testa ci mette il suo si riesce a fare tutto”, ha detto AKA 7even. “Senza studiare come scrivi i testi?”.

Insieme a Mattarella interviene Alberto Angela: i due si trovano in un’aula immersiva con alcuni studenti di Amatrice e di Brindisi. “Quando ho iniziato la scuola c’erano i banchi di legno col calamaio. Avevo una maestra bravissima. Io mi alzavo in piedi per farmi interrogare, mi è capitato anche di alzarmi in piedi sul banco. La scuola dà tante nozioni, è proprio quello che avrete nella mente a portarvi avanti. Ci sono state lezioni che sono stati pesi. Ma ti rendono più forte per affrontare il futuro. Non ricorderai mai cosa è un’equazione, ma il metodo ce l’avrai”.
“La cultura è democrazia. Quando dovrete fare delle scelte saprete se una scelta è giusta o sbagliata. Si tratta di una sorta di vaccino. Penso al film L’Odissea, in massa al cinema c’erano i ragazzi. L’opera dà valori antichi come l’ospitalità, la convivenza, l’unità”.
“IA? C’è un elemento che non potrà mai scomparire, è quello del maestro. Io mi sento molto vicino ai maestri: oltre a formare i ragazzi hanno il compito di capire i talenti, di capire che certi ragazzi sono fatti per certe cose. A scuola mi diedero un premio inventato per me, il premio per l’eloquenza. La maestra mi aveva già capito. Una cosa non cambierà mai: la curiosità dei ragazzi, una piccola fiammella di un fuoco su cui soffiano i maestri. Si tratta di un lavoro di gruppo. Vorrei dirvi che il futuro è pieno di incognite. Non bisogna aver paura del futuro, si sa che ci sono difficoltà, bisogna evitare la paura, bisogna andare avanti. La scuola è una fonte di conoscenza che permette di affrontare il futuro a modo vostro, senza essere succubi delle decisioni degli altri. Sfruttate le vostre vocazioni e le vostre capacità. La vocazione, l’istinto, possono fare molto. Non fermatevi alle prime difficoltà”.
Ecco come ha commentato Mattarella: “Di tempo ne è passato. Ho un ricordo delle elementari. Hanno fatto un museo della scuola che c’era. C’erano i banchi con il foro per il calamaio. Oggi a scuola non si fa più, si facevano imparare a memoria poesie, io mi chiedevo perché. Adesso me le ritrovo e me le ripeto. Tutto quello che si acquisisce aiuta a pensare”.
“Non ci potrà essere una macchina al posto del docente. Se uno studente chiede qualcosa l’insegnante capisce se vuole perdere tempo o meno, il docente capisce se uno studente in una interrogazione è preparato o meno”.
“Mi piaceva storia come materia. Avevo una pessima grafia”. Ed ecco il consiglio del Capo di Stato ai ragazzi: “Guardate il futuro con fiducia. La mia generazione ha visto trasformazioni inimmaginabili”.
Si esibisce nuovamente Samurai Jay con la sua hit Ossessione.
Vengono mostrati vari messaggi di vip e studenti che rispondono alla domanda: “Cosa è la Repubblica per te”?
All’arrivo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella viene suonato l’inno di Mameli.

Parte il collegamento con Norcia, altra cittadina colpita da un altro terremoto nell’ottobre del 2016. Interviene l’attore Francesco Montanari: “Ho iniziato a fare l’attore grazie a un professore. In seconda media mi fece recitare e ho scoperto la mia grande passione”.
Montanari ha parlato con studenti che fanno teatro come attività extrascolastiche. “Il teatro è fondamentale, diventa un luogo dove non ci si sente giudicati”, ha detto l’attrice Luisa Ranieri
Salgono sul palco di ragazzi del liceo Galilei di Palermo che hanno sviluppato un progetto contro il bullismo, riuscendo ad individuare gli anticorpi per prevenire atti di violenza. Il concetto alla base di tutto? La peer education.
Ecco il commento di Ranieri: “L’ascolto è la chiave per cercare di intervenire per tempo. Il bullismo crea solitudine. Ho due figlie adolescenti, è un tema su cui sto attenta. Tutti noi genitori dovremmo cercare di avere quest’antenna per capire. Forse parlando con un compagno ci si sente meglio rispetto ad un adulto”.
Una studentessa parla dell’idea di una docente: una raccolta di testi scritti dai ragazzi delle zone colpite dal terremoto che si è trasformata in un libro.
Prende la parola sul palco il ministro Valditara: “Devo confessare che provo un’emozione particolare. Il momento che celebriamo in questo luogo ci restituiscono quello che per me è il significato autentico della scuola, come istituzione e come missione”.
“Oggi celebriamo innanzitutto una rinascita, ma cosa è una rinascita? Quando è possibile rinascere? La pre-condizione di ogni rinascita è la conoscenza di sè, la consapevolezza delle proprie capacità. La rinascita ha molteplici significati che vanno scoperti nella vita prima di essere teorizzati”.
“Ricordiamo oggi una tragedia. Oggi si manifesta una delle definizioni più profonde di ogni rinascita, sapersi rialzare. Questa è la missione della scuola. La scuola insegna a sapersi rinascere, a sapersi rialzare dopo ogni caduta. Nelle Nuove Indicazioni Nazionali parliamo dell’errore: le più importanti scoperte nascono dagli errori. Inaugurando un nuovo anno dedicato alla scoperta dei propri talenti, nel dialogo costante tra docenti e famiglie, assistiamo ad un miracolo; l’uomo può rialzarsi e ricostruire. Il pensiero può sempre far avanzare la realtà”.
“Lavoriamo a benpensare, per mettere in condizione i ragazzi di rinascere. Lavoriamo ad una scuola più sicura: per questo abbiamo stanziato 430 milioni di risorse aggiuntive per la messa in sicurezza degli edifici e oltre 100 milioni per l’adeguamento sismico. La scuola di fondo è un grande atto di speranza. La meta è il futuro, che ci sarà dopo il viaggio della conoscenza. La scuola come maieutica socratica, dell’autorevolezza dell’insegnante, della personalizzazione degli studenti. La stella polare è la Costituzione, l’articolo 3 che parla di rimozione di ogni ostacolo”.
“Abbiamo fortemente creduto nel modello della scuola del merito, della scoperta dei talenti personali a prescindere dalle condizioni di partenza. La scuola del merito significa anche scuola dell’inclusione, nessuno deve essere escluso. Penso ai docenti di sostegno e alla continuità didattica che abbiamo cercato di garantire”.
“Ho ricordato la necessità dell’integrazione degli studenti stranieri. Evitare alla radice ogni discriminazione, rimuovere le cause di marginalizzazione, con attenzione all’effettiva padronanza dell’italiano: senza la conoscenza della nostra lingua non c’è successo scolastico”.
“Garantire agli studenti di coltivare sé stessi. L’integrazione è garantire concretamente gli studenti per affermarsi nel proprio percorso. Ci vuole un’autentica cultura del rispetto, al centro delle Nuove Indicazioni Nazionali. Quest’anno scolastico dovrà essere l’anno dedicato al rispetto, degli altri e di sè”.
“Qualunque rinascita è insieme, con l’Altro. Buon anno di rinascita a tutte e tutti”.
Arrivano sul palco i campioni Francesca Lollobrigida, Mattia Furlani e Antonino Bossolo. In seguito arriva anche Lorenzo Bonanni, atleta paralimpico.
Sale sul palco il dirigente della Nazionale Italiana di Calcio Claudio Ranieri: “Sport e scuola sono molto unite”.
Inizia il discorso di Mattarella: “Inizia un nuovo anno scolastico. Non è una replica sempre uguale. Sono nuove le classi, gli studi, è nuovo il mondo, che cambia velocemente. Si tratta di un percorso aperto. La scuola prepara il futuro, tessendo insieme cultura e dialogo tra le persone”.
“Ricominciare da questa bella scuola ricostruita esprime il senso di quanto sia importante questo nostro ripartire. Ringrazio Valditara per le sue considerazioni, tutti quelli che si sono adoperati in questa scuola. Saluto studenti, docenti, collaboratori”.
“Viviamo un cambiamento d’epoca. La società come sempre ha bisogno della scuola e di una scuola all’altezza dei tempi nuovi, per difendere la civiltà. Come sempre, anche nei nostri giorni, si tende a concentrarsi all’oggi. Invece è necessario investire sul futuro: un Paese resiliente investe sulla scuola”.
“Macchine sempre più intelligenti hanno bisogno di persone sempre più preparate, più responsabili. I compiti educativi e formativi sono sempre stati cruciali, ma oggi lo sono ancor di più. Oggi educare, insieme a trasmettere conoscenze, significa promuovere talenti, formare personalità libere e mature”.
“Abbiamo costruito una buona scuola, dobbiamo farla diventare migliore, sapendo innovare. L’IA e i social offrono opportunità fino a ieri inimmaginabili. Dobbiamo rimuoverne i pericoli. Il progresso non va ostacolato o temuto o seguito con passività; va orientato e continuamente verificato”.
“Le generazioni più giovani devono crescere tenendo insieme conoscenza e umanità. Compito della scuola è formare ragazze e ragazzi che abbiano voglia di adoperare gli strumenti per pensare in proprio, liberamente, non per rassegnarsi a ciò che l’algoritmo propone”.
“Scoprire il proprio talento e contrastare l’omologazione sono chiavi per combattere solitudini. Siamo inondati di parole e immagini; in mezzo però si può soffrire di abbandono. La scuola deve includere, recuperare. I nostri studenti sono avanti a noi per tante cose, ma hanno bisogno di trovare fiducia. Il disagio può nascondersi anche ai genitori. Servono valori umani. Nella scuola la convivenza e il rispetto devono prevalere mettendo al bando la violenza”.
“L’ultimo grave episodio di violenza contro i docenti si aggiunge agli altri, non dimenticati, commessi da studenti e da genitori, ben più colpevoli del fallimento del loro compito educativo, dell’alleanza con gli insegnanti”.
“Sono intollerabili gli episodi di violenza ai danni di ragazze, anche gli episodi pià ovattati. Gli insegnanti non devono essere lasciati soli. La scuola è la leva più importante di integrazione per gli stranieri o i ragazzi figli di immigrati. La scuola è aperta a tutti, prepara tutti. La scuola deve stabilire legami, aiutare a non formare ghetti, a rendere più sicure le comunità, a unire e non a lacerare. La scuola è chiamata a produrre coesione sociale. Gli studenti non sono semplici utenti della scuola, la società ha bisogno della loro voce”.
“Non un sapere astratto, teorico, ma un sapere che si unisce all’amicizia, alla solidarietà verso gli altri. La libertà è autentica se esiste per tutti. Dobbiamo essere padroni dei nostri tempi. La rapidità sembra diventata una condizione esistenziale della scuola, della vita. La scuola deve restare uno spazio di equilibrio, dove si mira allo sviluppo integrale della persona. Vi viene detto spesso che siete il futuro, ragazzi, dovete costruirlo e abitarlo”.
A rappresentare l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia il Direttore generale Filippo Serra, accompagnato da una delegazione di due istituti scolastici selezionati per il valore delle esperienze sviluppate in campo di innovazione, educazione e partecipazione degli studenti.
Dal Liceo Scientifico “Boggio Lera” di Catania, guidato dalla dirigente Valeria Pappalardo, arriva la squadra di robotica educativa che nel 2026 ha conquistato il titolo mondiale alla RoboCup Junior, nella categoria OnStage Advanced, frutto di un percorso pluriennale tra programmazione, robotica, stampa 3D e intelligenza artificiale, che ha aperto agli studenti anche occasioni di confronto con il mondo produttivo.
Intervista agli studenti del Boggio Lera
Dal Liceo Scientifico Statale “Galileo Galilei” di Palermo, guidato dalla dirigente Chiara Di Prima, arriva invece CyberAngel, progetto di peer education contro bullismo e cyberbullismo in cui studentesse e studenti formati diventano punti di riferimento per i coetanei. L’iniziativa ha ricevuto lo scorso maggio il riconoscimento del Ministero come best practice nazionale, entrando nella sezione “Fare Rete” del portale ministeriale dedicato al contrasto del bullismo.