Il 18 ottobre abbiamo partecipato, come CESP-Rete delle scuole ristrette, alla serata inaugurale di “Eco Sanfra” un Festival itinerante e gratuito, dedicato alla sostenibilità economica, ambientale e sociale che si svolge in Umbria.
Il Festival quest’anno si è svolto ad Assisi e la prima serata ha ospitato “Occhi e Gabbie. La cella che chiude, la cella che salva” nella Sala della Pace del Sacro Convento di Assisi, un racconto profondo e suggestivo dell’esperienza della Casa di Reclusione di Spoleto-Maiano attraverso due docufilm e letture teatrali. La serata avrebbe dovuto includere uno spettacolo teatrale con la Compagnia #SIneNOmine del carcere di Spoleto (direttore artistico Giorgio Flamini) e gli attori detenuti, ma le autorizzazioni necessarie per la loro partecipazione non sono state concesse e gli attori non sono potuti uscire, ma sono stati comunque presenti attraverso la proiezione di due docu-film e alcuni brani tratti da “Occhi e Gabbie” e letti “a distanza”, da Roberto, ex studente “ristretto” di Spoleto, ora in libertà provvisoria, e dall’attore Mirko Peruzzi.
Come riportato dal quotidiano locale “Vivo Umbria”, l’assenza degli attori detenuti ha assunto un significato particolare, diventando parte integrante della narrazione e contribuendo a evocare una riflessione sulle realtà e le sfide della detenzione. Il primo docufilm proiettato, “Lo Cunto dei ristretti” (regia di Alberto Mascia), trae ispirazione dall’opera “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile, è stato realizzato grazie al finanziamento del Ministero della Cultura per la sezione “Visioni Fuori luogo”. Hanno contribuito alla sua realizzazione venti istituti scolastici con sezioni di istruzione in carcere, i cui docenti fanno parte del CESP-Rete delle scuole ristrette, che hanno coinvolto altrettanti istituti penitenziari. Il film si sviluppa lungo tre linee narrative, la vita in carcere, la scuola dentro il carcere e la vita dopo la detenzione, mostrando come cultura, educazione e teatro possano favorire processi di crescita e trasformazione personale. Le riprese del docu-film sono state realizzate tra Roma, Napoli e la Casa di Reclusione di Spoleto-Maiano, raccogliendo le voci dei detenuti in un percorso di conoscenza e rappresentazione del sé.
Il secondo documentario, “Tempo Libero” (regia di Daniele Biggiero), prodotto dalla Direzione Contenuti Digitali Rai per la Sostenibilità-ESG e disponibile su RaiPlay, ha invece raccontato la storia della Compagnia #SIneNOmine e il lungo percorso che ha portato allo spettacolo presentato al 65° Festival dei Due Mondi di Spoleto. Partendo da un testo classico di Italo Calvino, “Il Castello dei destini incrociati”, il film entra “nel castello immaginario” per condividere le emozioni, l’impegno e la passione dei detenuti di media e alta sicurezza che, insieme ad artisti e professionisti dello spettacolo, hanno dato vita all’opera. La RAI ha registrato la serata e ha riportato l’evento nel tg Umbria (ecco il link).
Anna Grazia Stammati Presidente CESP
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