L’accesso alla lettura nelle scuole del Regno Unito dipende dal grado dell’istituto e dalle rispettive dimensioni. In un mondo in cui la lettura resta piacere goduto da pochi, specie dai soli adulti, l’accesso alle biblioteche diviene fondamentale e necessario al fine di portare i giovani a servirsi ancora dei testi scritti su supporti cartacei non solo con il mero fine di ricerca ed apprendimento, ma anche e soprattutto per configurare un hobby, un’attività o un passatempo che presenta innumerevoli benefici per la salute mentale. Numerosi paesi si stanno adeguando all’inserimento, anche negli istituti più piccoli o remoti, di biblioteche o sale lettura. In alcune aree della Germania, ove non sia possibile aprirne alcuna, vi sono le biblioteche ambulanti montate sui van che si recano in differenti istituti per favorire la lettura. Nel Regno Unito, un piano da 132,5 milioni di sterline condotto dal Ministero, prevede l’apertura di biblioteche in ogni scuola primaria; 1.700 istituti, ad oggi, ne risultano del tutto sprovvisti.
In Inghilterra, il governo si è impegnato a stanziare 132,5 milioni di sterline da “asset dormienti” per garantire una biblioteca in ogni scuola primaria. Attualmente, sono circa 1.700 primarie quelle che non dispongono di uno spazio fisso dedicato alla lettura. Questo equivale a uno su sette (14%) delle scuole primarie statali. Nelle aree svantaggiate la situazione è peggiore: fino a una scuola su quattro non ha biblioteca o spazio lettura permanente. Il piano include anche il finanziamento per acquistare libri, fornire formazione per il personale scolastico e garantire che le biblioteche non siano solo stanze vuote, bensì vivaci centri di apprendimento. I dati delle ricerche mostrano che oltre 750.000 studenti sono attualmente privi di accesso scolastico a biblioteche o spazi lettura dedicati. Nelle regioni del Nord dell’Inghilterra (North East, North West) le percentuali di scuole senza biblioteca superano il 15-18%, contro il 6-7% nel Sud Est e nel Sud Ovest. Inoltre, il 70% delle biblioteche primarie non dispone di personale dedicato, spesso per ragioni di bilancio, mentre il 40% delle scuole segnala di non avere alcun budget assegnato per l’acquisto di nuovi libri.
In Italia la situazione è più frammentata: secondo l’Osservatorio per la Scuola Digitale, l’86% delle scuole dispone di una biblioteca, ma solo il 27% offre contenuti digitali e meno della metà integra materiali audiovisivi. Gli spazi sono spesso ridotti – circa 42 metri quadrati in media – e i fondi altrettanto scarsi, con una spesa media che in molti casi non supera i 3-5 euro per studente. Nonostante queste difficoltà, iniziative come #ioleggoperché hanno permesso di donare oltre 650.000 libri nel 2024, coinvolgendo più di 4,2 milioni di studenti e oltre 28.000 scuole. Rispetto al resto d’Europa, l’Italia si distingue per la forza della mobilitazione sociale attorno alle biblioteche scolastiche, ma resta indietro sulla standardizzazione dei servizi e sull’accesso equo alle risorse. Nei Paesi nordici e in Germania, ad esempio, le biblioteche scolastiche sono integrate nei curricula e supportate da figure professionali dedicate, mentre in Italia spesso si reggono sul volontariato dei docenti.