Prima ora | Notizie scuola del 22 maggio 2026

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Un manifesto per gli insegnanti dell’anno 0

L’anno 0 è l’inizio della storia delle macchine diventate realtà, entità e agenti nel mondo umano. Frankenstein ha finalmente dato vita al mostro.

È il riconoscimento di un processo rivoluzionario che ha bisogno di essere arginato: la tecnologia, per sua stessa natura, è straripante, avvolgente, universalizzante. Generazioni di esseri umani sono nati e cresciuti avviluppati da essa. Le relazioni sono cambiate. Il senso di tutto si è appiattito. E l’insegnante — lo diciamo senza eufemismi — è diventato un reperto. Le materie che tratta e cerca di radicare nei propri studenti, ancora di più. Le capacità mnemoniche, sintetiche e analitiche delle intelligenze artificiali sono infinitamente superiori a quelle di questi relitti.

È la dura verità. Dobbiamo ammetterlo. E i ragazzi ne sono ben coscienti.

Riconoscere questa verità è il punto di partenza — l’unico possibile.


L’obiettivo sarà, a parole, semplice; nei fatti, terribilmente arduo: l’insegnante dovrà instaurare una relazione emotiva con i propri studenti. Prima e unica vera necessità. L’insegnamento delle materie non avrà alcun risultato se questa condizione non sarà soddisfatta.

Solo attraverso la relazione emotiva l’insegnante potrà accedere al mondo dei suoi studenti — il mondo dell’anno 0 — confrontarsi con esso, e, da alieno, soprattutto criticarlo. Solo così la cultura si vivifica: avere un rapporto autentico con i propri maestri aiuta i ragazzi a colorare emotivamente gli insegnamenti, a dare loro un significato corporeo, che pesa infinitamente di più di qualsiasi comunicazione asettica. In netta opposizione a quello che accade quando i ragazzi si informano attraverso le intelligenze artificiali — e si informano soltanto, perché non imparano.

L’unica opportunità che l’insegnante ha di apparire diverso e necessario — anche se meno efficiente di una macchina — è far sentire ai ragazzi che in gioco c’è molto più che imparare nozioni o ripetere procedure.

L’insegnante dell’anno 0 agisce più sul piano umano, emotivo e relazionale che su quello informativo. Stabilisce una relazione autentica attraverso il dialogo e l’interesse genuino per i ragazzi e per il mondo che loro propongono, trascinati a velocità impensabili nel vortice di un futuro che nessuno conosce, ma che mette a forte rischio l’unicità della specie umana.

L’insegnante dell’anno 0 offre un nuovo senso di lettura della realtà. Qualunque esso sia — ma che almeno SIA: contro il riduzionismo, l’appiattimento e la nullificazione che la tecnologia porta con sé nell’essere dell’uomo dell’anno 0.

Mattia Bagnoli

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