Prima ora | Notizie scuola del 22 maggio 2026

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L’arresto del professore flotillero

Nell’articolo “Flotilla, tra i 29 attivisti fermati c’è un docente. Alunni in sciopero chiedono alla ds di scrivere a Tajani: Per noi è un esempio”, leggo che la Global Sumud Flotilla sarebbe una “missione umanitaria”, con “l’obiettivo di aiutare la popolazione di Gaza”, e che “quello che Israele sta facendo alla Flotilla, che sta portando avanti un’azione pacifica, è del tutto illegale”.

È opportuno chiarire che, secondo il diritto internazionale, il blocco navale è una pratica del tutto legittima e chi intende violarlo può essere intercettato anche in acque internazionali (art. 67 del Manuale di Sanremo del 1994). In particolare, la legittimità del blocco navale di Gaza è stata confermata persino dall’ONU (Rapporto Palmer del 2011). Va aggiunto che il blocco, una volta stabilito, per legge non deve ammettere eccezioni. Fare arrivare le numerose navi della Flotilla nelle acque di Gaza determinerebbe inoltre una situazione ingestibile sotto il profilo della sicurezza.

D’altra parte, a Gaza entrano quotidianamente centinaia di camion carichi di beni di ogni genere. A chiunque portasse ulteriori aiuti reali sarebbe sufficiente coordinarsi con le autorità israeliane. La Flotilla, invece, col suo carico di caramelle e preservativi, non è in grado di apportare alcun beneficio. Il suo scopo è infatti puramente polemico e propagandistico.

C’è poi un’altra questione. Premesso che ai docenti, nel corso dell’anno scolastico, non è molto facile assentarsi durante l’attività didattica, men che meno nelle ultime settimane di lezione, non possiamo non domandarci di che tipo di sospensione dell’attività lavorativa stia usufruendo il collega in questione.

Il professore si è deliberatamente imbarcato per una crociera dagli intenti illegali e dalla durata incerta. Era del tutto prevedibile — anzi, era il vero scopo dell’iniziativa — che il tragitto sarebbe stato interrotto dalle autorità e l’equipaggio tratto in arresto. Suppongo quindi che il docente non si sia limitato a chiedere qualche giorno “per motivi personali o familiari”. Sarà stato in congedo, aspettativa, part time verticale? Retribuito o no? Ma è possibile richiedere e ottenere simili licenze per partecipare a improbabili operazioni “umanitarie”? Anche quando implicano, com’è il caso nostro, la violazione del diritto internazionale?

Si legge di continuo di docenti che subiscono gravi sanzioni disciplinari e persino il licenziamento per i motivi più vari, che talvolta non interferiscono in alcun modo col loro lavoro. Il nostro, invece, non subirà alcuna conseguenza da parte dell’amministrazione?

Nell’articolo leggiamo persino che alcuni colleghi e alunni del docente starebbero “facendo pressione sulla loro preside affinché consegni, tramite il Prefetto, una lettera al Ministero degli Esteri che chiede l’immediato rilascio del professore e degli altri prigionieri italiani”. Se il dirigente assecondasse queste richieste, non andrebbe punito per un tale abuso del proprio ruolo?

Andrea Atzeni

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