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25.04.2026

Il testimone della Resistenza: come possono raccoglierlo gli studenti? Il ruolo delle scuole

Una grande e partecipata manifestazione di popolo ha celebrato oggi il 25 aprile e la festa della Liberazione nella città dove vivo, Parma. La celebrazione è stata caratterizzata, anche questo anno, dall’impegno delle scuole che in molti e diversi modi hanno fatto pubblica memoria, ricordato, assunto l’impegno di raccogliere il testimone della resistenza dai partigiani per continuare a impegnarsi per i valori della Costituzione che dalla lotta partigiana sono nati.

Il futuro porta la storia

Così, ad esempio, la celebrazione ha visto tra gli interventi ufficiali che l’hanno conclusa nella piazza centrale della città, l’intervento anche del presidente della Consulta Studentesca che ha portato a tutti i cittadini e cittadine la testimonianza dell’impegno della scuola e degli studenti.

Nella mattinata, a partire dalle ore 9.00, si è invece tenuto un gesto simbolico davvero importante. Studenti e studentesse delle scuole superiori si sono recati alla sede della Provincia di Parma dove hanno raccolto le storiche bandiere delle brigate partigiane che il 9 maggio del 1945, giorno della liberazione della città, attraversarono Parma. E da lì sono partiti per attraversare nuovamente la città in una iniziativa che ha per titolo “Il futuro porta la storia” e che, di fatto, ha dato il via alle celebrazioni della giornata del 25 aprile in città.

Un modo davvero significativo per coniugare il passato della lotta di liberazione (che ha visto anche molte stragi di civili perpetrate dai nazisti e dall’esercito dei repubblichini di Salò) con il presente e con il necessario impegno per continuare oggi la lotta di libertà dei loro bisnonni.

Staffette del ricordo e dell’impegno

Nei giorni precedenti, dal 22 al 24 aprile, i giovani sono stati ulteriormente al centro di una importante iniziativa che ha coinvolto circa 350 studentesse e studenti, provenienti da10 scuole secondarie di primo grado e 8 istituti secondari di secondo grado, che hanno partecipato attivamente con letture, momenti di riflessione e presenza diretta in diverse tappe commemorative della resistenza situate nei borghi e nelle vie della città.

Michele Alinovi, Presidente del Consiglio Comunale, che ha lanciato l’iniziativa, ne ha chiarito bene il senso: “la memoria è i l’esperienza attraverso cui dobbiamo costruire il presente. In questi momenti si gettano le basi di una cittadinanza attiva, fatta di partecipazione, responsabilità e cura per la comunità. Il coinvolgimento dei giovani è un segnale importante e incoraggiante, che ci invita a continuare a creare spazi in cui possano essere protagonisti. Questi ragazzi, che hanno risposto alla nostra proposta con slancio, entusiasmo e profondità di pensiero, ci regalano l’immagine e la sostanza di una Parma giovane e Resistente”. 
Nel corso delle giornate, in ciascuna tappa, gli studenti hanno letto brani dedicati alla Resistenza e ricordato con parole loro i partigiani, le partigiane, gli oppositori che nei vari punti della città sono stati trucidati dai nazifascisti.

La lezione di Giacomo Ulivi

Del resto in questa città è ancora vivissimo il ricordo della lezione di Giacomo Ulivi (cui è anche intitolato uno dei 4 licei scientifici della città). Giacomo Ulivi, nato a Parma nel 1925, aveva compiuto tutti gli studi in città sino al conseguimento della maturità nel 1942 al Liceo Classico «Maria Luigia». Iscrittosi alla Facoltà di Legge, dopo l’8 settembre 1943 aderì attivamente alla Resistenza. Dal febbraio 1944 fu incaricato di tenere i collegamenti fra il CLN di Parma e Carrara nonché tra i partigiani e gli ufficiali inglesi. Si occupò inoltre della diffusione della stampa clandestina e dell’organizzazione dei giovani renitenti alla leva per aiutarli a raggiungere le formazioni partigiane sull’Appennino tosco-emiliano. Catturato la prima volta l’11 marzo 1944, riuscì a fuggire e a riprendere la sua attività di resistente a Modena. Arrestato di nuovo, nuovamente riuscì ad evadere. Catturato una terza volta il 30 ottobre 1944, ad opera dei militi delle Brigate Nere, fu condotto nel carcere dell’Accademia Militare, dove pur sottoposto a ripetute torture non rivelò mai nulla. Infine il 10 novembre 1944 fu fucilato sulla Piazza Grande di Modena. Giacomo Ulivi prima di essere fucilato riuscì a scrivere una stupenda Lettera agli amici in cui sottolinea la necessità di “rifare noi stessi” ri iniziando a fare politica, a impegnarsi per il bene comune, per la giustizia e la libertà dopo che per 20 anni la dittatura fascista aveva rimosso tutti questi valori con la sua retorica e violenza.  «Oggi bisogna combattere contro l’oppressore – scrive Ulivi – questo è il primo dovere di noi tutti. Ma è bene prepararsi a risolvere quei problemi [la vita civile, la forma della democrazia, n.d.r.] in modo duraturo e che eviti il risorgere di essi e il ripetersi di tutto quanto si è abbattuto su di noi».

Attilio Bertolucci e la tenace giovinezza del suo alunno

Giacomo Ulivi rivive nei giovani di Parma che oggi hanno attraversato la città ricongiungendo la propria storia a quella dei martiri della resistenza.

E lungo il percorso i ragazzi e le ragazze hanno incontrato nel piazzale dedicato alla pace le parole che il poeta Attilio Bertolucci dedicò proprio a Giacomo Ulivi, che era stato suo alunno al Liceo del Convitto Maria Luigia e con cui intrattenne un intenso percorso di scambio e arricchimento culturale e civile.

Così scrisse Attilio Bertolucci nel 1945:

“È giunta la notizia della tua morte
nei giorni delle bandiere spiegate,
nei caldi giorni di un maggio cittadino
in festa al suono d’antiche fanfare.
Non sapevamo più nulla di te
Ora sei tornato nel pallore
della tua passione, la morte
non può vincere la tua giovinezza tenace”.

La morte non può vincere la tua giovinezza tenace: è davvero significativo e importante quello che abbiamo visto qui in città in questi giorni. Ragazzi e ragazze che si impegnano a continuare nella lotta della giovinezza tenace di Giacomo Ulivi. Fucilato a 19 anni perché antifascista, partigiano.  E la sua giovinezza tenace davvero rivive e risuona negli occhi e nella consapevole e seria allegria dei ragazzi e delle ragazze che oggi si sono fatti carico di prendere su di sé le bandiere spiegate della resistenza.

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