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15.11.2025

Una donna, per la prima volta, dirige l’orchestra nazionale in Iran

Pasquale Almirante

Nella sala concerti di Vahdat, nel cuore di Teheran, per la prima volta una donna, Paniz Faryoussefi, con la bacchetta in mano, sale sul podio per dirigere un’orchestra di cinquanta professori tutti maschi.  

Una commozione straordinaria pare abbia serpeggiato fra il pubblico, anche se la donna portava il velo, nero di paillettes, sul lungo abito scuro a coprire i capelli, come vuole la sharia iraniana che impone alle donne l’hijab obbligatorio e forti restrizioni, come il cappotto al ginocchio e il divieto di laccarsi le unghie. 

Ma tali restrizioni appaiono elementi secondari di fronte al fatto che questa donna di 42 anni, Paniz Faryoussefi, con la sua arte scrive una nuova pagina di storia per l’Iran e forse pure per tutto il mondo musulmano. 

Infatti, scrivono le agenzie, si tratta di segnale raro e incoraggiante per la Repubblica islamica guidata dagli Ayatollah, in cui le donne subiscono ancora molte restrizioni, considerato pure che è vietato per legge alle donne di cantare e ballare in pubblico, stringere la mano del proprio fidanzato per strada, ereditare in quota pari in famiglia alla morte di un familiare.

Sibila qualcuno tra gli oppositori del dispotismo iraniano: se cade il velo cadono gli Ayatollah” e Paniz Faryoussefi la direttrice d’orchestra, resta un sollievo e una speranza per il mondo intero, mentre sempre di più nelle strade iraniane si vedono donne uscire di casa con i capelli scoperti, anche se il paese resta spaccato tra conservatori e progressisti. 

Intanto, durante il concerto della Maestra iraniana, tante donne del pubblico, coraggiosamente senza velo, hanno applaudito alla loro nuova eroina.

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