Con la Brexit, il Regno Unito aveva interrotto la sua partecipazione al programma Erasmus+, generando profonda delusione tra studenti e istituzioni accademiche, ma nei giorni scorsi, grazie a un’intesa raggiunta tra la Commissione Europea e il governo britannico, l’UK rientra nell’Erasmus+.
L’accordo prevede una collaborazione “bilanciata” offrendo ai ragazzi europei e inglesi di partecipare a scambi culturali, formativi e lavorativi in modo più agevole, grazie a un percorso di visto dedicato e condizioni condivise da entrambe le parti.
Si sarebbe infatti concordato di “approfondire i legami tra le persone, in particolare tra i giovani”, per cui, oltre al rientro nel programma Erasmus+, sarà creato un “Youth Mobility Scheme” che permetterà anche viaggi per motivi culturali, volontariato, esperienze au-pair o semplicemente scoperta personale.
È stato dunque concordato “un nuovo schema di mobilità” che fissa per i giovani europei tra i 18 e i 30 la possibilità di vivere, studiare e lavorare – pur per periodi limitati – in Gran Bretagna, e viceversa per i giovani britannici nei Paesi membri. Pur nei limiti di tempo, oltre all’inclusione di tetti massimi e requisiti di visto, l’accordo rappresenta “un ponte culturale ed economico” per la generazione post Brexit, come hanno rimarcato i firmatari.
“Al cuore sella nostra partnership ci sono le persone. Abbiamo raggiunto un accordo per la partecipazione nell’Erasmus+ e di lavorare per un’intesa sulla mobilità giovanile” ha dichiarato von der Leyen.
I dettagli degli accordi sono disponibili sulla pagina specifica del sito della Commissione Europea.