Finalmente a giugno, per docenti e studenti, son sopraggiunte le ferie estive. Le scuole restano in via generale comunque aperte al pubblico, vi si svolgono attività aggiumtive, laboratori e sport. L’organizzazione delle vacanze estive varia in termini di lunghezza ed inizio previsti che variano da paese a paese. In alcune realtà ci si limita ad 8 settimane, mentre in altre a oltre 12. In alcuni paesi è in vigore un sistema di rotazione ove le regioni si coordinano tra loro: il fine è garantire una ripresa delle attività più energica ed una disponibilità del personale sempre costante. In Germania, tuttavia, tale sistema accuratamente pianificato reca delle imperfezioni dovute a dei Länder considerati ribelli che tendono a spostare i periodi di vacanza senza coordinarsi con le regioni limitrofe.
In Germania è in corso una disputa sempre più accesa tra i 16 Länder riguardo alle date delle vacanze scolastiche estive. Dal 1964 è in vigore un sistema di rotazione che prevede la distribuzione scaglionata delle ferie tra metà giugno e inizio settembre, con l’obiettivo di ridurre il traffico su strade e ferrovie e di favorire un flusso turistico più sostenibile. Tuttavia, la Baviera e il Baden-Württemberg continuano a rifiutare questo schema, mantenendo da decenni un calendario fisso che colloca l’inizio delle vacanze solo a fine luglio.
Questa scelta viene giustificata con ragioni storiche legate all’agricoltura – oggi poco rilevanti – ma è soprattutto una questione identitaria: il presidente bavarese Markus Söder ha affermato che il modello attuale “fa parte del DNA bavarese” e non ha senso modificarlo. Il risultato è un sistema sbilanciato in cui alcuni studenti tornano sui banchi già nei primi giorni di agosto, mentre altri godono dell’intera estate.
Le proteste più forti arrivano dagli stati del nord e dell’ovest, come la Renania Settentrionale-Vestfalia, dove la ministra dell’Istruzione Dorothee Feller ha criticato l’asimmetria del sistema, sostenendo che anche le regioni con forte presenza agricola non godono di alcun privilegio. Anche la Bassa Sassonia, la Turingia e altri Länder chiedono che la rotazione venga applicata in modo più equo. Sullo sfondo, si incrina anche uno degli argomenti a sostegno dello status quo: il turismo interno. I dati mostrano che circa il 78% dei tedeschi sceglie l’estero per le vacanze, rendendo meno credibile l’idea che la rotazione serva davvero a sostenere il turismo nazionale. Di fronte al crescente malcontento, c’è chi chiede un intervento a livello federale per armonizzare il calendario scolastico, anche se formalmente la competenza resta ai singoli Länder.