Home Attualità Vaccinare gli studenti è ragionevole. La proposta di Battiston

Vaccinare gli studenti è ragionevole. La proposta di Battiston

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Secondo il fisico e scienziato Roberto Battiston, docente dell’Università di Trento, intervistato dall’Agenzia Dire, vaccinare gli studenti è una “proposta ragionevole” che può avere “vantaggi”. 

E aggiunge: “Ha senso se il vaccino utilizzato è quello che protegge l’individuo ed evita una sua contagiosità. Alcuni vaccini hanno questa capacità, altri no. Vorrei avere dati sulla scuola più precisi”. 

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E in mancanza di numeri chiari, precisa che se, giustamente, bisogna dare priorità  ai “docenti tra la categorie da vaccinare subito, vuol dire che si riconosce che sono esposti a potenziali rischi. Per logica, la categoria subito successiva potrebbe essere quella degli studenti purché il meccanismo garantisca che non rimangono contagiosi”. 

L’obiettivo generale resta “abbattere il rischio della terza ondata. Se gli indicatori andranno nella direzione giusta dovremo utilizzare questo mese per mettere a fuoco i problemi della scuola e relativi alla scuola, come i trasporti”.

“Se oggi dovessi fare un cambio radicale e decidessi di riaprire le scuole- continua Battiston- tempo dieci giorni e ne vedrei gli effetti. Le leggi che regolano l’evolversi di un’epidemia, sono state messe a fuoco almeno un secolo fa. Questi strumenti sono quelli con cui Fauci negli Usa ragiona sulle epidemie e sono disponibili anche da noi. Forse c’è una percezione non abituale nel grande pubblico e nella stampa, ma molto presente in noi scienziati: i dati forniti dalle sperimentazioni sono legati a leggi che stanno dietro il dato, analizzando quel dato possiamo sfruttarlo in forma predittiva”. 

Intanto, secondo il nostro sondaggio, fra gli insegnanti, il 43,2% è disposto a vaccinarsi contro il Covid,  a fronte di un 40,7% che non intende farlo e di un buon 16% che non è ancora convinto. 

Una netta spaccatura come si vede che però, riferendosi a persone di cultura e dunque informate, dovrebbe far riflettere il ministero della salute e i decisori politici, evitando soprattutto di sottovalutarne il peso.