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Vaccini, avanti piano: a settembre obbligo solo fino alla materna, nel 2018 fino a 16 anni

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Ci sono novità importanti sulle vaccinazioni obbligatorie, che da settembre gli alunni della scuola dell’obbligo dovranno necessariamente aver fatto o prenotato.

Ad annunciarle, il 15 giugno, è stato il coordinatore degli assessori regionali alla Sanità, Antonio Saitta, in audizione al Senato.

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“Chiediamo un’unica circolare applicativa in merito al decreto sull’obbligatorietà delle vaccinazione per l’iscrizione a scuola, ciò per non creare problemi ai genitori: per questo stiamo definendo e concordando una procedura semplificata, in modo che il bambino possa essere iscritto a scuola e poi sarà la Asl a contattare le famiglie per effettuare le vaccinazioni necessarie“, ha detto Saitta.

L’assessore, scrive l’Ansa, ha detto che si è andati già oltre la forma richiesta: su questo punto, relativo ad una procedura semplificata per l’attuazione dell’obbligo vaccinale, ha spiegato, che “c’è stato un primo incontro positivo con i ministeri della Salute e dell’Istruzione”.

In audizione alla commissione Sanità del Senato, il coordinatore degli assessori regionali alla Sanità ha anche affrontato il nodo riguardando gli aspetti organizzativi e le difficoltà operative per dare attuazione alle nuove disposizioni.

A questo proposito, ha chiarito Saitta, “in fase di conversione del decreto, si può immaginare che il prossimo anno scolastico, 2017/18, sia dedicato a mettere in regola principalmente i bambini per la frequenza ai nidi e alle scuole materne. L’anno successivo potrebbe invece essere finalizzato alla messa in regola dei bambini alla scuola dell’obbligo“, quindi fino a 16 anni.

 

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Si sta andando quindi verso una semplificazione delle procedure per l’iscrizione a scuola, soprattutto dopo che diversi genitori hanno espresso difficoltà nell’effettuare in poche settimane tutte le dodici vaccinazioni obbligatorie richieste per la frequenza.

Saitta ha quindi ribadito che la posizione della maggioranza delle Regioni è a favore dell’obbligo vaccinale “con alcuni correttivi”, avvertendo come “non possa esserci un federalismo vaccinale, perchè le epidemie non hanno confini e questa è una tipica materia di competenza dello Stato”.

In audizione c’era anche l’assessore alla Sanità del Veneto, Luca Coletto, che ha ribadito come la Regione – che ha impugnato il decreto davanti alla Consulta – è “a favore delle vaccinazioni, ma su base volontaria, come fanno i tre quarti dei Paesi Europei”.

La ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, ha auspicato che “si riesca a rompere il fronte di opposizione ai vaccini nel Paese. Sono assolutamente convinta della costituzionalità del decreto. Le argomentazioni ci sono tutte e l’urgenza anche”.

Intanto, il M5S ha presentato un proprio ddl sui vaccini, definendo “incostituzionale” quello del ministro Lorenzin. Il ddl M5S lascia le 4 vaccinazioni obbligatorie già previste dalla legge attuale (antidifterite, antitetanica, antipoliomelite,a antiepatite B) introducendo due sole “clausole di salvaguardia”: coercizione solo in caso di epidemia e obbligo per i genitori di informarsi seguendo, se necessario, anche corsi di formazione.

Intanto, nelle Marche il Consiglio regionale ha tolto il patrocinio al Festival ‘Ville e Castella’, in programma dal 17 giugno al 23 luglio, per la presenza in cartellone del medico Dario Miedico, recentemente radiato dall’Ordine dei Medici per la sua posizione contro i vaccini.

 

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