Home Attualità Vaccini e docenti fragili. Fondamentale il timing di vaccinazione

Vaccini e docenti fragili. Fondamentale il timing di vaccinazione

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Mentre il personale della scuola è in attesa della seconda dose di vaccino (oltre 1 milione di persone) e, in alcuni casi, della prima (335 mila), gli esperti ci ricordano che per le persone fragili il timing di vaccinazione è fondamentale, in particolare per il paziente oncoematologico, che va vaccinato prima del trattamento della patologia. Lo spiega Francesco Zaia, direttore di ematologia presso l’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina, Università di Udine, in occasione del webinar Le vaccinazioni nelle persone fragili. Dubbi e risposte. E chiarisce: “Se il soggetto è in corso di trattamento la risposta è scarsa, migliora se il vaccino viene somministrato prima del trattamento o dopo alcuni mesi dal termine della terapia.”

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Il paziente fragile oncoematologico

In altre parole, secondo l’esperto di ematologia “i pazienti con patologie oncoematologiche sono a maggiore rischio di complicanze infettive potenzialmente gravi che possono essere prevenute attraverso i programmi vaccinali”. Tuttavia, il vaccino va scelto con cura, in quanto “il paziente ematologico ha maggiore possibilità di non rispondere adeguatamente al vaccino, rispetto al paziente con tumore solido e al soggetto sano.”

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“Se poi il soggetto è in trattamento – continua l’ematologo – la risposta è minore rispetto al paziente non in trattamento e ciò si deve non solo alla malattia ma alla terapia in corso.” Ecco perché è particolarmente importante il timing di vaccinazione. Insomma, il vaccino va somministrato prima del trattamento o dopo alcuni mesi dal termine della terapia.

Il paziente fragile con broncopneumopatia

Alberto Papi, Clinica Pneumologica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria S.Anna, Università di Ferrara chiarisce che “anche i pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BCPO) devono essere considerati pazienti fragili, soggetti quindi a maggior rischio di infezioni e riacutizzazioni. Tuttavia la mortalità del paziente BPCO – spiega l’esperto – è legata più alla frequenza di comorbidità rispetto alla severità della patologia in sé. Anche per loro la prevenzione è quindi diventata primaria”.

Il vaccino deve essere quello giusto

In funzione del trattamento più efficace di un soggetto fragile, occorre che la scelta del vaccino sia anche la più accurata possibile. Sara Boccarini, Professoressa Associata di Igiene all’Università di Firenze, dichiara che “è in fase di validazione un portale dedicato alla vaccinazione, pensato per sensibilizzare le persone e dare,” specie ai soggetti fragili, “uno strumento agile, utile a comprendere di quale vaccino abbiano bisogno“.

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