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Vaccino: a rischio 1 su 100mila

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La notizia, diffusa anche dalle reti televisive nazionali, precisa pure che è stata una decisione presa dall’autorità nazionale di controllo sui farmaci (Mhra) e adottata in via precauzionale dopo che due operatori sanitari hanno avuto reazioni allergiche al vaccino Pfizer

Ma non solo, ulteriore allarme ha creato il furto di documenti legati al vaccino Pfizer-BioNtech in un cyber attacco contro l’agenzia europea del farmaco (Ema), violando dei dati personali di cui però non si ha la precisa portata.

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 Le malattie allergiche, rinite, asma, allergia alimentare, dermatite atopica colpiscono il 10-15% della popolazione europea, in ogni fascia di età per cui prima di dare il via al piano vaccinale, le autorità devono infatti attendere l’autorizzazione dell’Ema. Intanto, però, assicurano gli esperti, il vaccino anticovid possono farlo anche le persone con allergie. L’importante è comunicare il proprio stato di salute al medico che dovrà effettuare la profilassi. 

Il rischio infatti sarebbe rappresentato da reazioni immediate, ossia entro pochi minuti oppure un’ora dalla somministrazione; hanno gravità variabile da reazioni locali fino a reazioni sistemiche come l’anafilassi. Sono possibili anche reazioni ritardate, dopo 24-48 ore, nella massima parte non gravi.

In ogni caso, si legge nelle agenzie, le reazioni allergiche ai vaccini sono rare e in particolare la forma grave, l’anafilassi, si verifica in meno di una persona su 100mila vaccinati. La questione delle possibili allergie ad alcuni eccipienti o stabilizzanti contenuti nei farmaci, del resto, non è nuova.

Infatti, spiegano gli esperti, niente paura per chi si vaccinerà: “Non si sta parlando delle comunissime allergie verso acari o verso sostanze ambientali, ma di forme più rare che riguardano o alimenti o farmaci, quindi molecole meno frequenti”.