Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, in visita in un istituto di Torino, è stato contestato da alcune studenti, come riporta La Presse. “Scuola aziendalizzata”, hanno urlato. Lui, dal canto suo, ha risposto sorridendo con il pollice alzato.
Come riporta La Repubblica, il ministro ieri ha presentato il suo libro, sempre a Torino. “Fondamentale che imprenditori e manager possano insegnare nelle scuole. Nel 2027 il 47% dei posti di lavoro non potranno essere coperti perché la scuola non è in grado di dare tutte le competenze”.
E ha aggiunto: “A chi ritiene che la scuola sia a servizio dell’impresa dico che queste persone, sindacati, partiti, hanno la testa rivolta verso il passato, non sanno collegarsi con i bisogni nostri giovani e sistema produttivo. Qualcuno è rimasto all’idea di decrescita felice mentre noi siamo alla crescita”.
Poi, sugli studenti che hanno fatto scena muta alla maturità: “Erano 7-8 eh, su cinquecentomila ma i giornali hanno titolato ‘i giovani rifiutano la maturità’. Mi sarebbe piaciuto di più se avessero messo i giovani entrati a settembre in ospedale, a cui è stata diagnosticata una malattia molto grave ma che non hanno voluto perdere un giorno perché credevano nel senso del dovere e hanno preso 100. Quei ragazzi vanno in prima pagina“.
“Ho cambiato le sanzioni, prima picchiavi il compagno e stavi a casa a giocare ai videogame. Ora fai più scuola”. E ancora: “Abbiamo riempito le scuole di laboratori”. E sui cellulari: “Hanno creato una nuova dipendenza, torniamo a giocare con la palla, non chiudiamoci in questa sfera virtuale”. Il finale è sulle nuove linee guida varate dell’educazione civica: “Ho detto di insegnare ai bambini tra le altre cose l’importanza della patria”.