Bocciare gli studenti che fanno scena muta all’orale della maturità? La linea dura del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara convince la maggior parte dei docenti, circa il 70%, che evidentemente non sono d’accordo con le ragioni o le modalità della protesta che ormai è diventata simbolo della maturità 2025.
Il primo è stato quello di uno studente di diciannove anni di Padova; poi c’è stato il caso di una studentessa di Belluno che si è lamentata con i docenti che non l’hanno mai voluta conoscere davvero. Successivamente è venuto il turno di un altro studente veneto, di Treviso, di uno studente di una scuola privata di Firenze e infine di una studentessa della provincia di Pesaro e Urbino demoralizzata da un sette in condotta.
Per capire meglio gli umori del mondo della scuola, La Tecnica della Scuola ha lanciato un sondaggio che ha coinvolto 1.101 persone: 716 docenti, 164 genitori, 53 studenti, 18 dirigenti.


I risultati parlano chiaro: l‘idea di Valditara di bocciare chi fa scena muta alla Maturità piace alla maggior parte degli “adulti”, che siano docenti, dirigenti o genitori. Gli studenti, invece, hanno qualche perplessità.
In particolare, il 70,5% dei docenti è favorevole alla bocciatura per chi boicotta l’orale della maturità, il 24,7% è contrario. Situazione simile anche per quanto riguarda i dirigenti scolastici: il 60,7% si dice d’accordo. Situazione analoga pure per quanto riguarda i genitori: sono per la ripetizione dell’anno il 65,9%.
Caso diverso per gli studenti, che non sono così compatti: il 58,7% di loro è contrario alla proposta del ministro. Ad essere favorevole è solo il 33,3%.





Dalle riflessioni di chi ha partecipato al sondaggio emerge una certa insofferenza nei confronti degli Esami di Stato in generale, a prescindere dalla protesta di quest’anno.
Ecco alcuni dei commenti dei nostri lettori:
Colpisce anche la reazione di alcuni genitori, che se la prendono con i docenti come in questo caso: “Le prove scritte o si copiano o vengono suggerite dai commissari interni, poi i presidenti la prima cosa che ribadiscono è: LI AVETE AMMESSI ALL’ESAME E NON VOGLIAMO GRANE CON RICORSI. Poi ci vorrebbe una valutazione periodica dei docenti perchè molti non sono idonei ad insegnare ed hanno paura ad assumersi responsabilità infine ci sono docenti fannulloni che valutano sempre in modo esagerato per paura di essere smascherati”.
In ogni caso, è facile dire che la maturità va abolita: ricordiamo che però gli Esami di Stato sono espressamente previsti dall’articolo 33 della Costituzione, che recita: “E’ prescritto un esame di Stato per la ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi”.
Questo significa che per eliminare l’Esame di Stato conclusivo del percorso delle scuole di secondo grado è necessaria una legge costituzionale, la quale richiede per legge una procedura lunga e complessa: si tratterebbe di un grosso cambiamento, quindi davvero poco probabile.
Insomma, possiamo concludere dicendo che in maniera generalizzata c’è una richiesta di cambiamento per quanto riguarda gli esami di maturità: resta da vedere se la riforma di cui ha parlato Valditara riuscirà a trovare consensi e spazio in ambito legislativo.
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Precisiamo che l’indagine è stata realizzata dalla testata giornalistica “La Tecnica della Scuola” nel periodo che va dal 14 al 15 luglio 2025. Hanno partecipato 1.101 lettori. Il sondaggio non ha carattere di scientificità: i risultati derivano da conteggi automatici.