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27.06.2026
Aggiornato alle 18:15

Valditara: chi chiede “classi differenziali non capisce un tubo”, la scuola personalizza e non divide

“Mi dispiace quando qualcuno oggi vorrebbe creare addirittura le classi differenziali. Vuol dire che non ha capito proprio un tubo, scusate”: a dirlo è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, tornando probabilmente in questo modo a rimarcare il suo disaccordo rispetto alle posizioni espresse nei giorni scorsi da Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, sull’esigenza d’introdurre un sistema scolastico con classi distinte in base al merito e al profitto degli studenti, presentando tutto ciò come un “fattore inclusivo e non discriminante”.

Valditara, intervenuto sabato 27 giugno all’appuntamento della Lega Giovani a Milano Marittima‘NexUS la generazione che non si arrende’, ha detto che l’organizzazione degli istituti scolastici per classi differenziali è sostenuta da “chi non ha capito proprio un tubo, perché ogni giovane ha dei talenti straordinari e la vera scuola che valorizza i talenti dei giovani è quella che personalizza la formazione“.

Secondo l’attuale ministro dell’Istruzione e del Merito, quindi, il modello di scuola da portare avanti non è una risposta alle diversità e alle difficoltà individuali che passa per la differenziazione, anche delle classi, ma quello dell’inclusione reale e totale: solo in questo modo si potrà riuscire, sostiene Valditara, a “preparare i giovani per il futuro” ed è “questa la linea retta che ispira le riforme che stiamo portando avanti”, cercando sempre di “valorizzare i talenti di ogni giovane, perché ogni giovane ha dei talenti straordinari. Questo è il punto vero che spesso in passato non è stato considerato”, ha concluso il titolare del dicastero bianco.

A criticare l’ex vice-presidente della Lega, qualche giorno, fa era stato anche Giovanni Barbera, membro della Direzione nazionale di Rifondazione Comunista, per il quale “siamo ormai oltre il ridicolo e nel pieno del grottesco. L’ultima perla del Generale Vannacci? Le classi separate a scuola in base al ‘merito’ e al profitto, che secondo la sua singolare visione sarebbero persino ‘inclusive’”.

Perchè “dopo averci deliziato in passato con le sue teorie sui ragazzi con disabilità, oggi il Generale si improvvisa pedagogista e propone un vero e proprio ‘apartheid di classe’ tra gli studentichi ha ‘ottimo’ in sezione A, chi ha ‘sufficiente’ nel ghetto della sezione D. E la chiama pure inclusione! Un po’ come dire che la gabbia dello zoo è inclusiva perché tutela i leoni raggruppandoli tra simili”, ha chiosato Barbera.

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