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11.08.2026

Futuro Nazionale di Vannacci boccia lo ius scholae e prevede esami per accertare l’assimilazione alla civiltà, greca, romana e cristiana. Ma i politici di professione conoscono la storia romana?

Fanno scalpore le parole di Vannacci sul tema della cittadinanza italiana: “Futuro Nazionale rifiuta categoricamente e senza possibilità negoziale proposte come ius soli e ius scholae”.
“Per richiedere la cittadinanza italiana – aggiunge Vannacci – sarà necessario aver dimorato regolarmente per almeno 20 anni sul territorio nazionale, dimostrare una padronanza della lingua italiana parlata e scritta di livello C1, non aver riportato condanne penali e sottoscrivere una dichiarazione di assimilazione alla civiltà greca, romana e cristiana”.

Per la verità non si tratta di una dichiarazione personale di Vannacci, ma le parole sono contenute in un testo ufficiale e precisamente nella” Base Ideologica e programmatica di Futuro nazionale per l’Italia del futuro (2027-2037)” pubblicata oggi.

Al di là di ogni considerazione politica l’idea appare un po’ bizzarra anche perché non è ancora chiaro in che modo si dovrà accertare la padronanza del livello C1.
Ma soprattutto cosa significhi che chi vuole richiedere la cittadinanza italiana deve dichiarare la propria “assimilazione alla civiltà greca, romana e cristiana”.
C’è da pensare che questa “assimilazione” dovrà essere anche dimostrata ed evidenziata in modo obiettivo.

 Ci sarà un test da superare?

Bisognerà dimostrare di conoscere l’Odissea, l’Iliade e l’Eneide?
Per la civiltà cristiana sarà necessario conoscere le tre virtù teologali o bisognerà aver letto almeno uno dei 4 vangeli oppure conoscere gli esiti del Concilio di Trento?
Se l’idea di Vannacci andasse in questa direzione bisognerà che tutti facciano molta attenzione perché c’è il rischio che la prova di “assimilazione” non venga superata neppure da politici di grido.
Senza considerare che abbiamo qualche dubbio che tutti gli 8mila sindaci d’Italia sappiano davvero chi ha scritto l’Eneide o abbiano mai letto una tragedia greca.
In tal caso bisognerà revocare la cittadinanza italiana a chi non dimostrerà di avere proprio quei requisiti che invece si richiedono e si pretendono da chi proviene da una famiglia nordafricana ma non ha avuto l’opportunità di fare studi adeguati?

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