In un’intervista al ‘Corriere della Sera’, il ministro Valditara torna sulle manifestazioni in piazza e ribadisce il concetto: “C’è un’allarmante mancanza di valori, non le difficoltà economiche, all’origine di queste violenze. Se vediamo quello che si scambiano nelle chat, quello che hanno fatto andando a devastare negozi di abiti e oggetti griffati, vedo l’espressione di un degrado morale e culturale forte. Chi in famiglia ha acquisito valori solidi non spacca, non ruba. Se i genitori sono assenti, non si interessano del figlio o magari non conoscono la nostra lingua e cultura, i risultati negativi si vedono. Certo, non sono tutti stranieri, ma lo è la maggioranza e appartiene a una determinata area culturale”.
Il ministro parla di legalità (“Non è accettabile sentir dire “tanto noi in Italia facciamo quello che vogliamo perché non ci succede niente”) e richiama la tolleranza zero applicata a New York dal sindaco Rudolph Giuliani.
La scuola deve educare al rispetto, alle relazioni corrette e al contrasto di ogni violenza secondo il Ministro, oltre che insegnare i valori occidentali nati ad Atene, Roma e Gerusalemme. Ma devono anche conoscere la lingua e quello parte dai genitori. Dal disinteresse al figlio si arriva ad un tasso più alto di abbandoni e di conseguenza ai maranza. Giovani che si danno appuntamento sui social, altro mondo che i genitori dovrebbero controllare.
Chiusura poi con gli investimenti del Governo Meloni. Secondo la Sinistra sono stati tolti soldi alla scuola per spenderli in armi? Falso, dice Valditara, mai investito tanto come per la scuola, 5 miliardi in 4 anni. “I cattivi maestri sono quelli che ancora oggi continuano a delegittimare l’autorità, a sminuire il principio di responsabilità individuale, a parlare solo di diritti e mai di doveri. Noi invece vogliamo ripartire da una società fondata sul rispetto, su valori positivi, sul dialogo, sul costruire piuttosto che sul distruggere”.