Siamo in autunno inoltrato ma in Italia si stanno vivendo giorni “caldissimi“: nel Paese sono in corso delle proteste da parte di studenti, già da venerdì 16 ottobre, fino a tutto lo scorso weekend. A Milano c’è stata addirittura una guerriglia in Piazza Duomo, con molti dei protagonisti dei minori: le immagini di devastazione, con vetrine rotte, violenza, arresti, sulla scia di quanto sta accadendo in Francia, hanno lasciato senza parole. Questa situazione si unisce alla protesta, al Sud, degli autotrasportatori contro il caro benzina, che sta causando serie conseguenze nell’approvigionamento di merce da parte dei supermercati.
Dal canto suo, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, il 22 ottobre, ha rispedito le critiche al mittente: “Il confronto in democrazia è fondamentale. Da quando mi sono insediato ho valorizzato le consulte studentesche perché sono rappresentative di tutti gli studenti. Il confronto deve basarsi su dati reali: è falso che ci sia stata una diminuzione di risorse destinate alla scuola durante questi quattro anni”.
“Gran parte delle proteste che si svolgono in questi giorni nelle scuole non ha un fondamento razionale. Partiamo da dati veri e non inganniamo gli studenti”, ha concluso.
In queste ore inoltre fioccano, nelle chat e sui social, messaggi relativi a possibili rigurgiti di proteste oggi, 24 ottobre.
Nel corso della puntata del 20 ottobre del programma di Rai1 Porta a Porta è intervenuta una docente che è scesa in piazza: “Ero in fondo al corteo e ho fatto ciò che ogni insegnante avrebbe fatto, intercettare i ragazzi. Avendo istinto ho individuato il leader dei gruppi e gli ho chiesto di togliersi la maschera. Quello che mi ha colpito è che in tutti i gruppi a cui ho porto la mano lo hanno fatto e ci siamo messi a parlare un paio d’ore. Li ho fatti ragionare sui motivi per cui erano lì”.
“Quando questi ragazzi hanno avuto la possibilità di essere ascoltati, hanno abbandonato l’uso della violenza. La visione che avete dato voi, dei maranza, non copre tutto lo spettro”.
“Quindi se fossero stati ascoltati non avrebbero fatto quello che hanno fatto? Mi perdoni signora, capisco la sua operazione missionaria, la rispetto ma non condivido”, ha risposto Vespa, inalberandosi, prima di passare la parola ad altri ospiti.
La docente ha fatto bene? Per cosa dovrebbero scendere in piazza gli insegnanti?
Come valuti le proteste dei giovani di questi giorni?
Scenderai in piazza con gli studenti in occasione delle prossime proteste organizzate?
Perché i docenti dovrebbero scendere in piazza?