“Oggi quando sono arrivato in questa scuola di istruzione tecnico professionale c’era un gruppetto, una ventina di questi anarchici, alternativi, come si chiamano, che urlava ‘Valditara fascista’, ‘Valditara razzista’. Poi però si sono affacciati dalle finestre gli studenti, i veri studenti, e hanno applaudito l’ingresso del ministro”. A dirlo, all’Ansa, è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, a Fenix, la festa di Gioventù nazionale, in corso a Roma, parlando delle contestazioni ricevuto la mattina a Torino: in visita in un istituto del capoluogo piemontese, il Ministro è stato contestato da alcuni studenti, come riporta La Presse. “Scuola aziendalizzata”, hanno urlato. Lui, dal canto suo, ha risposto sorridendo con il pollice alzato.
Riferendosi ai suoi contestatori, il Ministro gli ha esortati a fare “qualcosa di utile per la società, anziché perdere il loro tempo in minacce, bruciando i manichini dei ministri, appendendoli a testa in giù; facciano qualcosa di più gentile, di più rispettoso, di più democratico, se hanno veramente un vago sentore di ciò che è democrazia, perché a me sembra che qua noi siamo i democratici. Chi urla, minaccia e come dire con la violenza cerca di impedire a noi di parlare, credo sia veramente l’intollerante“.
“Da una parte – ha continuato il titolare del Mim – i veri studenti, dall’altra gente che forse sarebbe meglio che applicasse veramente l’articolo 4 della Costituzione che vede nel lavoro un dovere, vadano a lavorare, si rendano utili per la società, facciano qualcosa di concreto, invece di perdere il loro tempo a urlare ‘Valditara razzista’, ‘Valditara fascista’”.
Il responsabile del dicastero bianco ha anche tenuto a dire che “i media talvolta dicono ‘gli studenti hanno contestato l’esame di stato per contestare Valditara’, ma qua ci sono tanti studenti. Sapete quanti erano? Sette, otto su oltre 500mila che hanno dato la maturità. Iniziamo a rimettere nelle prime pagine gli esempi belli, gli esempi pieni di valori, gli esempi che possono essere istruttivi, affascinanti per costruire la società del bene”.
E ancora: “Voglio portare io qui l’esempio di alcuni ragazze e ragazzi che a 18 anni sono entrati in una camera di ospedale, alcuni di loro erano malati oncologici – ha raccontato – Questi ragazzi hanno voluto farcela, avevano una straordinaria voglia di vivere il futuro, si sono impegnati, hanno studiato, non hanno perso un giorno pur studiando in ospedale, si sono presentati alla maturità e in alcuni casi hanno preso 100 e 100 e lode. Questi sono gli esempi che dovrebbero andare sulle prime pagine dei giornali non quelli che contestano la valutazione, la competizione, che dicono ‘ma tanto io ho già il 60 assicurato, posso fare il figo e fare il rivoluzionario'”, ha concluso Valditara,