Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha presentato il suo nuovo libro, La Rivoluzione del Buon Senso – Per un Paese normale, ai microfoni del programma “Primo piano” di Italpress. Il ministro ha dialogato con il giornalista Claudio Brachino in merito a quello che per lui è il buon senso e come si fa a ripristinarlo nella scuola.
Ecco cosa ha detto Valditara: “Le sanzioni sono espressione di una cultura autoritaria? Questo giudizio di valore è contro il buon senso. C’è da ripristinare anche un valore importante, quello dell’identità. Non serve scomodare la psicoanalisi. E l’uomo senza identità scivola verso l’alienazione, identità significa essere consapevoli del proprio passato, di una tradizione, di valori di riferimento. E un uomo che è privo di un ancoraggio alle tradizioni, ai valori, al passato del proprio paese, della società in cui vive, è un uomo che fluttua nell’etere e quindi è anche difficile integrare chi arriva da noi, perché chi arriva da noi che valori deve condividere, che valori deve conoscere?”.
“E allora il rischio è che c’è la società del caos, come spesso avviene con le società del cosiddetto melting pot, oppure c’è una cultura nuova che arriva, che magari è più dinamica, è più forte, è più radicale, talvolta anche più estremista che si impone. Ecco, io credo che se noi vogliamo sapere integrare chi arriva da noi, dobbiamo essere consapevoli di chi siamo e da dove veniamo. Faccio un esempio: programmi scolastici, terza elementare, libri attuali, programma dedicato principalmente, quasi esclusivamente ai dinosauri. In un libro di testo a un certo punto trovo due pagine dedicate a questo Dinictis che era un felino vissuto 40 milioni di anni fa in Messico e c’è tutta la spiegazione, le abitudini alimentari, come verosimilmente era strutturata la sua forma corporea eccetera eccetera. Ma a me che importa del Dinictis, quando poi Grecia, Roma, cristianesimo sono sacrificate e concentrate in una sola annualità. Ecco, è importante invece conoscere i grandi valori che ci ha lasciato la tradizione greca, la tradizione romana, il cristianesimo da cui veniamo e che sono valori universali, che sono i grandi valori, la democrazia, la libertà, la buona fede, l’umanitas, l’equità, la giustizia, cioè sono i grandi valori che l’Occidente ha saputo rendere universali. Ecco, allora lasciamo perdere i dinosauri, magari un passaggio, due paginette, giusto perché si abbia una visione complessiva, ma andiamo all’essenza, a quello che noi siamo stati, siamo e vogliamo essere”, ha aggiunto.
Quello dell’autorevolezza è un tema molto caro a Valditara. Lo scorso marzo ha raccontato di una professoressa ignorata da una studentessa che ascoltava musica in classe e di un insegnante aggredito con un pugno per aver chiesto a uno studente di spegnere il cellulare, episodio che ha portato alle dimissioni del docente. Di fronte a tali episodi, Valditara ha affermato la necessità di ripristinare l’autorevolezza dei docenti e il principio di autorità, una parola che a suo dire non deve fare paura e che è stata “devastata e misconosciuta dal ’68 e dal ’77”. Citando Hannah Arendt, ha sostenuto che tale principio è la base della democrazia. In contrapposizione alla visione che attribuisce alla società la colpa esclusiva dei comportamenti negativi, Valditara ha posto l’accento sulla responsabilità individuale: “è colpa innanzitutto di chi sbaglia, di chi commette un reato, di chi prende a pugno un insegnante, di chi fa il bullo”.
Proprio ieri, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva i regolamenti che riformano il voto di condotta e la disciplina della valutazione degli studenti della scuola secondaria, dopo i pareri favorevoli espressi dal Consiglio di Stato. Le misure saranno pienamente operative a partire dall’anno scolastico 2025/2026, segnando un punto fermo nella costruzione di una scuola fondata sulla responsabilità e sul merito.
“È un segnale forte e chiaro: nella scuola italiana il rispetto per la persona e per le istituzioni è imprescindibile. Con questa riforma, il voto di condotta torna a essere un importante strumento educativo per far crescere cittadini responsabili e consapevoli. Vogliamo una scuola autorevole, non autoritaria, in cui il merito, il rispetto e la centralità della persona sono fondamentali”, ha dichiarato il Ministro Valditara.