Breaking News
Aggiornato il 16.12.2025
alle 21:15

Valditara su radio Atreju: il merito fa paura a quella sinistra che per 50 anni ci ha insegnato che è una brutta parola. No al 18 o al 6 politico, la vita valuterà sempre

Giuseppe Valditara, Ministro dell’Istruzione e del Merito, intervenendo su Radio Atreju, ha delineato la sua visione per la scuola italiana, focalizzata sulla valorizzazione dei talenti e sulla riscoperta dell’impegno, contestando le critiche mosse al concetto di merito.

Il Ministro ha affermato che il merito “fa paura a quella sinistra che per 50 anni ci ha insegnato che è una brutta parola“.

Merito e impegno: una visione costituzionale

Valditara respinge l’interpretazione del merito come una ricerca di risultati d’eccellenza raggiungibili solo da pochi (una “visione elitaria aristocratica“), proponendo invece che esso debba essere inteso come la valorizzazione dei talenti di ogni giovane, affinché ciascuno possa dare “il meglio di ciò che ha dentro con l’impegno“.

Il Ministro ha citato le teorie dello psicologo americano Garner, il quale ha scoperto che le intelligenze sono plurime (ne ha contate nove, inclusa un’intelligenza sportiva), sostenendo che il merito consiste nel far sì che queste abilità e potenzialità vengano scoperte e valorizzate. La scuola ha il compito fondamentale di insegnare ai giovani ad affrontare e superare le difficoltà e le frustrazioni, e a rialzarsi dopo essere caduti, un approccio opposto a quello che la sinistra vorrebbe, ovvero risultati “regalati” o l’abolizione della valutazione (come il “18 politico” o il “6 politico”). La vita, ha osservato Valditara, “valuterà sempre”.

Agenda Sud e patto educativo: azzerare le disparità

Per contrastare le disparità scolastiche, il Ministero ha introdotto Agenda Sud, definito come il primo piano strategico concepito per il Mezzogiorno e per le periferie del Centro Nord. I dati Invalsi – secondo Valditara – mostrano risultati “straordinari” nelle scuole coinvolte: in Puglia gli apprendimenti sono stati tre volte superiori a quelli delle altre scuole, e in Campania due volte e mezzo superiori. Tali risultati hanno portato il direttore generale dell’OCSE, Andrea Schleicher, a invitare Valditara a illustrare la “buona pratica” di Agenda Sud alla presentazione del rapporto mondiale sull’educazione.

La strategia include anche il lancio di un “patto educativo” per ricostruire l’armonia tra famiglie, insegnanti e società. Il Ministro ha sottolineato come il ruolo della famiglia sia sempre più decisivo nel percorso formativo. A tal fine, il Ministero ha coinvolto anche le famiglie fragili nei programmi Agenda Sud e Agenda Nord e ha investito in risorse per gli asili nido (0-3 anni), superando il target europeo con 150.000 posti per colmare le differenze che si creano in questa fascia d’età.

Autorità, voto in condotta e nuova Maturità

Valditara ha risposto alle accuse della sinistra studentesca che lo definiscono uno “sceriffo” a capo di una scuola di “obbedienza e repressione”. Il Ministro ha sottolineato che il programma ministeriale è improntato alla personalizzazione della formazione, con l’istituzione del docente tutor e del docente orientatore, figure che servono a costruire la formazione come un “abito sartoriale” sulle esigenze del singolo studente.

Al centro della sua azione ci sono il principio di responsabilità individuale e il principio di autorità. L’autorità è vista come il “pilastro della democrazia,” non una sua degenerazione (autoritarismo), citando Hannah Arendt. Per responsabilizzare i giovani, il Ministero ha reintrodotto misure quali il voto di condotta e le attività di cittadinanza solidale in caso di sospensione. La nuova Maturità è definita un “cambiamento sostanziale” che valuta anche il “grado di autonomia e di responsabilità raggiunta,” facendo diventare lo studente adulto e maturo. Chi dovesse fare “scena muta” all’esame, dimostrando di disprezzare l’impegno, verrebbe bocciato.

Il Ministro ha anche criticato i programmi scolastici precedenti che, a suo dire, avrebbero marginalizzato i pilastri della civiltà occidentale (Atene, Roma, Gerusalemme) a favore della cultura woke e dello “spontaneismo espressivo,” che marginalizza regole, grammatica e sintassi.

Lotta alla violenza di genere e valorizzazione dei docenti

In merito all’educazione, a settembre 2024 è stata introdotta l’educazione alle relazioni e al rispetto, in particolare contro la violenza di genere e verso la donna. Secondo un questionario del Ministero, l’87% delle scuole superiori ha risposto positivamente all’iniziativa, con il 97% che ha attivato corsi curricolari e quasi il 70% di insegnanti che testimoniano un cambiamento positivo nel comportamento dei giovani. Questa educazione insegna ai giovani ad accettare il consenso, il senso del limite e a tollerare i “no”. Valditara ha ribadito che l’educazione sessuale e affettiva, in particolare per i bambini di 7-8 anni, spetta primariamente alla famiglia, in linea con l’articolo 30 della Costituzione.

Infine, Valditara ha lodato l’eccellenza della scuola italiana, con i suoi docenti “veramente straordinari”. Per valorizzare il loro lavoro, il governo ha firmato due contratti e ne sta per firmare un terzo in una sola legislatura, garantendo per la prima volta continuità contrattuale.

Il Ministro ha concluso ribadendo la necessità di una “rivoluzione culturale” basata sui principi di buon senso – come il rispetto verso l’autorità, il principio di responsabilità individuale e l’importanza delle radici e dell’identità – principi che, pur essendo universali, vengono strumentalmente etichettati dall’opposizione per “intimidirci”. Ha anche ricordato lo spreco di centinaia di milioni di euro per i “banchi a rotelle” ora negli scantinati, risorse che avrebbero potuto – secondo il Ministro – essere impiegate nell’edilizia scolastica.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate