Breaking News
06.08.2025

Valeria Bruni Tedeschi: “A scuola piangevo anche se prendevo 7 meno. Alcuni docenti sono decisivi”

L’attrice Valeria Bruni Tedeschi, sorella di Carla Bruni, ha girato un film, in gara alla Mostra del Cinema di Venezia al via a fine agosto, in cui interpreta la grande attrice Eleonora Duse, per molto tempo compagna di vita del vate Gabriele D’Annunzio.

“Le lettere di D’Annunzio mi annoiavano”

A Il Corriere della Sera Valeria Bruni Tedeschi ha approfittato per raccontare alcuni aspetti della sua esperienza a scuola che hanno a che fare con la sua sensibilità. “Da piccola il maestro in quinta elementare diceva, ho portato la spugna per le lacrime di Valeria; piangevo anche se prendevo 7 meno”.

L’attrice ha anche detto che per interpretare la Duse si è ispirata alle parole della Divina nelle lettere alla figlia, che in parte volle bruciare (“quelle di D’Annunzio un po’ mi annoiavano”).

Valeria Bruni Tedeschi e il rapporto con la scuola

In un intervista a La Repubblica del 2019 Bruni Tedeschi ha rivelato di aver scoperto che avrebbe voluto fare la maestra su un set: “Da bambina insegnavo a mia sorella e alle venti bambole le mie poche conoscenze. Ho veri ricordi che sembrano stupidi per chi li ascolta, ma che per me sono reali. Sono riaffiorati quando mi sono trovata con un gesso in mano vicino alla lavagna, in una classe antica. Ho sentito che facevo una cosa già fatta. E che in fondo faccio ancora quando giro i miei film, l’atteggiamento severo e dolce che avrei con i bimbi sul set ce l’ho con attori e troupe”.

“Ha imparato a leggere e scrivere a tre anni, le tabelline a quattro. Ero severa e intensa con lei. Alzava il dito quando sapeva le cose e io, con un po’ di sadismo, interrogavo invece Cespuglioni, la mia bambola con i capelli rossi. Era una piccola ingiustizia, ma perché volevo far studiare Carla al meglio. Il nostro rapporto è iniziato così e continua anche un po’ adesso”, ha aggiunto.

E a scuola come andava? “Non copiavo ma facevo copiare. La mia sofferenza di studente è stata che non sapevo mentire: arrossivo sempre, non avevo possibilità di schermarmi. Oggi invece trovo bello un ragazzo o un uomo che arrossisce. La professoressa di italiano era il mio idolo. Alcuni docenti sono decisivi”.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate