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Valutazione docenti: a Torino non piace

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Parte in salita il progetto sperimentale sulla valutazione dei docenti proposto dal ministro Mariastella Gelmini.
A Torino una quindicina di collegi di docenti si sono già pronunciati decidendo di non aderire al progetto; il gran rifiuto arriva da scuole storiche e prestigiose come il liceo classico “Gioberti”, lo scientifico “Gobetti”, il professionale “Steiner”, l’Itis “Peano” e il tecnico “Sommeiller”.
Ma a pronunciarsi per il no alla sperimentazione sono anche numerose scuole del primo ciclo come la scuola media “Bobbio” e il circolo didattico “Toscanini”.
Esultano i Cobas torinesi che in città stanno guidando la protesta: “E’ un risultato straordinario – sostiene il coordinatore regionale Pino Iaria –
che ribadisce, ancora una volta, il netto rifiuto dei docenti torinesi alle pseudo-riforme della Gelmini e alla ultima beffa della sperimentazione di valutazione del merito”.
“Una sperimentazione 
– aggiunge Iaria –
che viene finanziata grazie ai tagli effettuati negli ultimi 2 anni da Tremonti; che ha come unico obiettivo quello di dividere la categoria, con ripercussioni altamente negative per la dignità del lavoro docente, dell’insegnamento come lavoro collettivo e ancora di più per la didattica e lo sviluppo del sapere critico”.
E non arrivano buone notizie neanche da Napoli (l’altra città coinvolta nel progetto), dove diverse scuole hanno già dichiarato di non voler aderire alla proposta della Gelmini.
Le reazioni delle scuole sembrano dunque in controtendenza rispetto agli esiti di una recente indagine svolta dall’agenzia SWG per conto della Cisl-Scuola secondo la quale due insegnanti su tre sarebbero d’accordo a legare valutazione, merito e stipendio.
Ma forse la contraddizione è solo apparente: è probabile che l’interesse e la disponibilità dei docenti ad essere valutati siano reali e che la mancata condivisione del progetto della Gelmini sia legata alle modalità con cui il progetto viene avviato.
E’ probabile che il progetto ministeriale sia vissuto dalle scuole come un corpo estraneo, slegato dalla concreta pratica didattica.
La prossima settimana, comunque, sarà decisiva per il successo (o per il fallimento) dell’iniziativa del Ministro.
Se si troveranno le scuole disponibili alla sperimentazione, il progetto prenderà avvio subito dopo la pausa natalizia per concludersi entro la fine dell’anno scolastico.