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Valutazione studenti, ecco cosa accadrà nella scuola primaria e in quella secondaria

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L’anno scolastico si chiuderà con la didattica a distanza. Domenica il premier Giuseppe Conte ha firmato il DPCM che allunga le misure già in vigore per la scuola fino al 14 giugno. Dunque, come già ampiamente previsto, non si tornerà in classe prima di settembre, epidemia permettendo.

ORDINANZA VALUTAZIONE (CLICCA QUI)

Valutazione studenti e scrutini i due casi in cui si può bocciare

Nell’ordinanza sulla valutazione resa nota sabato 16 maggio, si apprende che la valutazione avverrà sulla base di quanto effettivamente svolto nel corso dell’anno, in presenza e a distanza. Gli alunni potranno essere ammessi alla classe successiva anche con voti inferiori a 6 decimi, in una o più discipline. Ma per chi è ammesso con insufficienze o, comunque, con livelli di apprendimento non pienamente raggiunti sarà predisposto dai docenti un piano individualizzato per recuperare quanto non è stato appreso. 

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L’integrazione degli apprendimenti partirà da settembre e potrà proseguire, se necessario, durante tutto l’anno scolastico 2020/2021.

Valutazione alunni scuola primaria

La valutazione degli alunni si basa sull’attività didattica effettivamente svolta, in presenza e a distanza, sulla base dei criteri e delle modalità deliberate dal collegio dei docenti. Gli alunni sono ammessi alla classe successiva anche in presenza di voti inferiori a 6/10 in una o più discipline, che vengono riportati nel verbale di scrutinio finale e nel documento di valutazione.

Per questi alunni, gli insegnanti e il consiglio di classe predispongono il piano di apprendimento individualizzato. Se non si è in possesso di alcun elemento valutativo relativo all’alunno (salvo a causa di mancata disponibilità della tecnologia per la didattica a distanza), per situazioni di mancata o sporadica frequenza delle attività didattiche, già perduranti e opportunamente verbalizzate per il primo periodo didattico, il consiglio di classe, con motivazione espressa all’unanimità, può non ammettere l’alunno alla classe successiva.

Valutazione alunni scuola secondaria

La valutazione degli alunni si basa sull’attività didattica effettivamente svolta, in presenza e a distanza, utilizzando l’intera scala di valutazione in decimi. Nel verbale di scrutinio finale sono espresse per ciascun alunno le eventuali valutazioni insufficienti relative a una o più discipline. I voti inferiori a 6, sono riportati nel documento di valutazione finale.

Nel caso di media inferiore a 6/10 per il terzo o il quarto anno, è attribuito un credito pari a 6, con la possibilità di integrarlo nello scrutinio finale relativo all’a.s. 2020/21, con riguardo al piano di apprendimento individualizzato.

La stessa possibilità di integrazione dei crediti è consentita a tutti gli studenti, anche se ammessi con media non inferiore a 6/10, secondo criteri stabiliti dal collegio docenti.

Per gli alunni ammessi alla classe successiva in presenza di votazioni inferiori a sei decimi, il consiglio di classe predispone il piano di apprendimento individualizzato.

Se non si è in possesso di alcun elemento valutativo relativo all’alunno (salvo a causa di mancata disponibilità della tecnologia per la didattica a distanza), per situazioni di mancata o sporadica frequenza delle attività didattiche, già perduranti e opportunamente verbalizzate per il primo periodo didattico, il consiglio di classe, con motivazione espressa all’unanimità, può non ammettere l’alunno alla classe successiva.

Valutazione studenti, i casi in cui è prevista la bocciatura

I casi in cui il ministero dell’Istruzione prevede la bocciatura sono quelli in cui i docenti del consiglio di classe “non siano in possesso di alcun elemento valutativo relativo all’alunno per cause non imputabili alle difficoltà legate alla disponibilità di apparecchiature tecnologiche o alla connettività di rete, bensì per situazioni di mancata o sporadica frequenza alle attività didattiche già perduranti e opportunamente verbalizzate per il primo periodo didattico”. In questo caso i consiglio di classe, “con motivazione espressa all’unanimità”, può non ammettere l’alunno alla classe successiva

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