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“Violenza e dintorni”: una pagina social per donne e minori

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Nasce una nuova pagina social: “Violenza e dintorni. Fatti, numeri e storie vere. “ dedicata al dilagare di violenza, sia sulle donne sia sui minori. Riportiamo il comunicato stampa dell’Accademia dei Parmenidei in merito all’iniziativa.

Tra gli “Eventi” una due giorni perché chi ha vissuto violenze racconti (volendo senza firmarsi), la propria esperienza.

L’idea è della giornalista e scrittrice Bianca Fasano, che ha già mostrato in molti suoi articoli che hanno riguardato anche  le problematiche dell’infibulazione femminile: “Infibulazione, “il governo italiano tuteli di più le donne immigrate” interesse specifico sugli argomenti trattati,  Dice in proposito:

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-“La mutilazione genitale femminile è peggiore dell’aborto perché, come sostiene la stessa Warris: “Mutila l’individuo ma lo lascia in vita, a convivere con una tremenda realtà”-

In un suo libro, “Polvere di Storia”, già pubblicato nel 1991 (poi ripubblicato sia in cartacei sia in ebook), inserì un capitolo dedicato a “Violenza sulle donne, delitto contro la persona”, quando per il Codice Penale i reati di violenza sessuale e incesto erano considerati “Dei delitti contro la moralità pubblica e il buon costume” (divisi in “delitti contro la libertà sessuale” e “offese al pudore e all’onore sessuale”). Lo fece allo scopo di spingere affinché si modificasse la legislazione, giacché in Italia fino al 1996 la violenza sessuale non era, difatti, considerato reato contro la persona ma contro la morale pubblica. Laureandosi nel 2003 in sociologia, ha dedicato un ampissima ricerca sulla situazione femminile nella sua tesi (anche pubblicata): “Politiche di pari opportunità e pratiche di segregazione”.  Con capitoli dedicati alla violenza sulle donne e sui minori e alla legislazione relativa nel tempo. Bianca Fasano ha ricordato spesso la figura straordinaria dell’avvocato Tina Lagostena Bassi che ha difeso, è il caso davvero di dire, fino alla morte, le donne violentate. Ricordiamo un caso tra gli altri del 1978 in cui l’avvocato annotava come gli avvocati che difendevano i violentatori, tendessero a mostrare le donne violentate in modo da dissacrarle e renderle quindi poco credibili o, quanto meno, in parte “colpevoli” di avere meritato quell’atto violento:

– (…) Nessuno degli avvocati direbbe nel caso di quattro rapinatori che con la violenza entrano in una gioielleria e portano via le gioie, i beni patrimoniali da difendere, ebbene nessun avvocato si sognerebbe di cominciare la difesa, che comincia attraverso i primi suggerimenti dati agli imputati, di dire ai rapinatori «Vabbè, dite che però il gioielliere ha un passato poco chiaro, dite che il gioielliere in fondo ha ricettato, ha commesso reati di ricettazione, dite che il gioielliere è un usuraio, che specula, che guadagna, che evade le tasse!» Ecco, nessuno si sognerebbe di fare una difesa di questo genere, infangando la parte lesa soltanto. (…)”-

La giornalista Bianca Fasano, ha aperto questa “finestra social” allo scopo di mostrare, se mai ve ne fosse bisogno, quanto sia grave la situazione della violenza sulle donne e sui minori, anche nel nostro paese, oltre in altri paesi dove supera di gran lunga l’impensabile.

Ha creato di sua mano anche la copertina grafica, per non utilizzare nulla che già faccia parte del “consueto” sul web.

Dall’Audizione del Presidente dell’Istituto nazionale di statistica Giorgio Alleva, voluta dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, Roma, 27 settembre 2017, apprendiamo:

– “L’indagine è stata ripetuta nel 2014, ulteriormente arricchita di informazioni (tra cui quel le relative alle donne disabili e alle straniere ) e i risultati, come vedremo, sono particolarmente rilevanti: diminuisce il complesso delle violenze, tranne gli stupri, ma aumenta la loro gravità. La violenza sulle donne. I dati sull’indagine sulla sicurezza delle donne, diffusi nel 2015, sono già ampiamente noti e li richiamerò quindi in estrema sintesi, per poi proporre i risultati di elaborazioni specifiche su alcuni temi rilevanti ai fini delle policy di contrasto al fenomeno. Con l’indagine del 2014, abbiamo stimato che nel corso della propria vita poco meno di 7 milioni di donne tra i 16 e i 70 anni (6 milioni 788 mila), quasi una su tre (31,5%), hanno subìto una qualche forma di violenza fisica o sessuale, dalle forme meno gravi come lo strattonamento o la molestia a quelle più gravi come il tentativo di strangolamento o lo stupro 5. Per quanto riguarda, in particolar e, la violenza sessuale, si stimano 4 milioni e mezzo di donne vittime di una qualche forma (realizzata o tentata) di violenza sessuale nel corso della propria vita . I n più di un milione di casi (1 milione e 157mila) si è trattato delle forme più gravi: stupro (3,0%; 652mila) e tentato stupro (3,5%; 746mila).“

Non stupisce quindi che un giornalista che opera nel sociale da sempre, abbia sentito la necessità di creare nelle pagine social un approfondimento in merito in più.