“È un impegno pubblico della Repubblica, di tutta la comunità, quello non soltanto di impedire, di reprimere, ma quello di prevenire, cancellando e rimuovendo questa sorta di di ritardo, di deficit, di carenza culturale e di senso di inumanità che è alla base del fenomeno della violenza nei confronti delle donne”: queste le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, pronunciate al termine della visita alla “Stanza rosa” del pronto soccorso dell’ospedale Misericordia di Grosseto: spazio dedicato alle pazienti vittime di abusi o maltrattamenti.
Ecco come ha proseguito il Capo di Stato, come riporta Il Corriere della Sera: “Il fenomeno della violenza nei confronti delle donne, nei confronti di chiunque, che prima non era neppure considerato con attenzione adeguata è un’emergenza di primaria importanza della vita del nostro paese, come
ovunque”.
Ed ecco le parole sulla scuola: “E questo richiama l’esigenza della prevenzione, dell’individuazione delle condizioni di violenza, della formazione e dell’educazione: nelle scuole, nelle università come tema di di lavoro professionale, ma nelle scuole per trasmettere un senso dei rapporti umani”.
Mattarella si riferisce all’educazione sessuo-affettiva? Al momento non è chiaro. Nel frattempo il ddl sul consenso informato, approvato al Senato a giugno, come ricordato dal nostro giornale, stabilisce che l’educazione sessuale potrà essere proposta alle scuole medie e superiori solo agli studenti per cui sia stato espresso il consenso preventivo dei genitori. Restano escluse le scuole dell’infanzia e le elementari, “fatto salvo… quanto previsto dalle indicazioni nazionali“.
Queste ultime, scrive ancora Repubblica, comprendono solo contenuti di base come anatomia, differenze biologiche, funzioni riproduttive e malattie sessualmente trasmissibili, mentre empatia e rispetto restano nell’ambito dell’educazione civica.
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Il ddl è composto da tre articoli. All’articolo 1 viene stabilito che “le istituzioni scolastiche sono tenute a richiedere il consenso informato preventivo dei genitori o degli studenti, se maggiorenni” e che tale consenso deve essere acquisito dopo aver messo a disposizione il materiale didattico previsto.
L’articolo 2 disciplina invece il coinvolgimento di esperti esterni: secondo quanto riporta il quotidiano, esso sarà possibile solo previa deliberazione del collegio dei docenti e approvazione del consiglio d’istituto. I criteri di selezione, si legge ancora nel testo, dovranno basarsi su titoli, esperienza e coerenza con finalità educative e livello di maturazione degli studenti.
Infine, l’articolo 3 del ddl specifica che “dall’attuazione delle disposizioni della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica“. Si tratta di un provvedimento destinato a incidere sull’organizzazione delle attività educative nelle scuole italiane.
L’8 gennaio 2025, al Ministero dell’Istruzione e del Merito, il Ministro Giuseppe Valditara e Gino Cecchettin hanno firmato il Protocollo tra il MIM e la Fondazione Giulia Cecchettin.
Come si legge nell’Art. 1, le parti intendono avviare una collaborazione volta alla definizione di progettualità per supportare studentesse e studenti delle scuole di ogni ordine e grado:
Nell’articolo 2 si fa riferimento agli impegni delle parti, nell’articolo 3 il comitato paritetico, nell’articolo 5 la durata dell’accordo (di tre anni).