Lo scorso maggio, in una scuola di Pordenone, uno studente ha avuto l’idea di fare una foto alle infiltrazioni d’acqua nel soffitto della scuola. Quest’ultimo, secondo quanto scritto da Il Messaggero, è stato colpito da un provvedimento disciplinare.
L’Ufficio scolastico regionale (Usr) ha respinto il ricorso presentato dalla famiglia, confermando il provvedimento. Lo riporta Open.
La famiglia ha dato però una versione diversa: le immagini sarebbero state scattate con il tablet di classe, con l’accordo dei compagni e del professore presente.
Ritenendo la nota disciplinare “ingiusta”, il padre dell’allievo aveva quindi fatto ricorso all’Usr. Dopo il rigetto, la famiglia ha deciso di non rivolgersi al Tar. “Siamo sicuri che il ragazzo sia nel giusto”, ha spiegato al Gazzettino l’avvocato della famiglia.
Il legale ha però sottolineato che, con l’anno scolastico ormai terminato e il ragazzo promosso senza conseguenze sulla pagella, un nuovo ricorso avrebbe rischiato di essere dichiarato privo di un interesse attuale. “Quando è arrivata la decisione dell’Ufficio scolastico regionale, l’anno era terminato. Il ragazzo era stato promosso e non c’erano state ripercussioni in pagella”.
A contestare la decisione è anche il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza dell’istituto. Secondo il docente, il tema della sicurezza avrebbe dovuto prevalere sulle norme interne della scuola. Il professore ha quindi inviato un’istanza all’Ispettorato per la Funzione pubblica, definendo “eccessivo” il provvedimento.
Il motivo non è il contenuto della foto, inviata dal ragazzo ai giornali locali, ma il fatto che l’alunno abbia usato il telefono in classe, cosa vietata dal regolamento d’istituto. “L’alunno – è la spiegazione della dirigenza – avrebbe dovuto seguire i canali tradizionali”.
All’interno della comunità scolastica c’è stato malcontento: in una chat di cui fanno parte diversi genitori i cui figli studiano nella scuola è stata manifestata l’intenzione di chiedere chiarimenti alla dirigenza scolastica.