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24.04.2026

Webinar con Francesca Albanese, la prof che aveva organizzato è sotto procedura disciplinare

Una professoressa di un istituto di Savena, in provincia di Bologna, è stata colpita da una procedura disciplinare dopo aver organizzato a dicembre la partecipazione di alcune classi a un webinar con Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. A nulla sono valse le lettere di sostegno di 126 docenti su 155 e di 107 genitori, indirizzate al preside Roberto Fiorini e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La contestazione: non i contenuti, ma un vizio burocratico

Secondo quanto reso noto dall’Unione Sindacale di Base, che ha organizzato un sit-in di protesta per il 4 maggio davanti alla sede dell’istituto in via delle Rimembranze, l’oggetto della contestazione non riguarda i contenuti didattici del webinar né la sua impostazione pedagogica. La procedura disciplinare – avviata a fine anno scolastico dal dirigente, dopo mesi di silenzio e a seguito della relazione degli ispettori inviati dal Ministero dell’Istruzione – contesta alla docente di aver stabilito un rapporto organizzativo con l’associazione “Docenti per Gaza”, promotrice dell’iniziativa svoltasi a titolo completamente gratuito, senza averne informato preventivamente il preside. L’USB ha chiarito: “Quel che le viene contestato è invece di non aver letteralmente chiesto il permesso al dirigente scolastico per lo svolgimento di una attività che normalmente, ovunque e da sempre, rientra nelle scelte dell’insegnante”.

Genitori e colleghi in difesa della libertà di insegnamento

La vicenda ha mobilitato la comunità scolastica. Nella lettera pubblica indirizzata al Quirinale e al Ministero dell’Istruzione, i genitori hanno scritto: “Ci sentiamo in dovere di esprimere profonda solidarietà a tutte quelle docenti e quei docenti che quotidianamente lavorano insieme alle nostre figlie e ai nostri figli, per insegnare loro a trovare i criteri e le parole per saper dire e valutare il mondo”. Il sindacato sottolinea che la libertà di insegnamento è principio sancito dalla Costituzione, e che la contestazione si scontra con la prassi consolidata in ogni istituto scolastico italiano.

La risposta del dirigente: “Nel servizio pubblico le regole valgono per tutti”

Il dirigente scolastico non arretra e, interpellato dall’edizione bolognese di Repubblica, ha difeso la propria posizione con argomenti di natura procedurale: “In qualunque luogo di lavoro, tanto più nel servizio pubblico, i contratti di fornitura di servizi da parte di esterni privati, anche a titolo gratuito devono essere accesi dal dirigente responsabile”. Il preside ha inoltre spiegato la catena decisionale: dopo l’ispezione, il rapporto è trasmesso all’Ufficio Scolastico Regionale e, se la sanzione disciplinare risulta ridotta, come un richiamo scritto, spetta al dirigente applicarla.

La nostra intervista a Francesca Albanese

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