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200 studenti a Bagheria per ricordare Impastato

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Nell’auditorium ‘Falcone e Borsellino’ dell’Itc ‘Sturzo’ di Bagheria i ragazzi hanno assistito a un dibattito e al trailer del documentario “La Voce d’Impastato” del regista friulano Ivan Vadori e che sarà proiettato per intero alle 20.30 al cinema Excelsior della città. Al dibattito hanno partecipato il magistrato Nino Di Matteo, l’avvocato Giovanni Chinnici, figlio del magistrato Rocco Chinnici, Giovanni Impastato, fratello di Peppino, il sindaco Vincenzo Lo Meo, l’assessore Massimo Mineo, il dirigente scolastico Gioacchino Genuardi. Il documentario ricostruisce il depistaggio dell’omicidio di Impastato, il suo attivismo in Radio Aut attraverso le testimonianze, tra gli altri, dei magistrati Gian Carlo Caselli e Franca Imbergamo, di Nando Dalla Chiesa, del presidente di ‘Radio 100 Passi’ Danilo Sulis, Giovanni Impastato e Don Ciotti. Nel video, ambientato ai giorni nostri, anche i collegamenti tra le attività di Impastato e l’assassinio, nel 1976, di due carabinieri di Alcamo Marina (Tp), Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta, il cui processo è stato riaperto nel febbraio 2012. “Su quell’omicidio mio fratello Peppino – ha detto Giovanni Impastato durante la presentazione – aveva raccolto materiale importante che nella notte del suo attentato fu sequestrato dalle forze dell’ordine e poi mai più ritrovato. Del resto, le indagini su mio fratello furono guidate da un depistaggio in malafede portato avanti in maniera scientifica”. “Mio padre Rocco Chinnici era definito un pazzo, proprio come Peppino Impastato – ha detto il figlio Giovanni – perché da uomo con un altissimo senso dello Stato diceva cose controcorrente, ad esempio che l’economia siciliana era marcia perché intrisa di illegalità”. “Il metodo mafioso che alcune volte si ritrova nell’esercizio del potere istituzionale si nutre di silenzio; a quel silenzio dobbiamo contrapporre la parola, l’attenzione e l’informazione”, ha detto il sostituto procuratore della Dda di Palermo, Nino Di Matteo. (ANSA