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2004, Anno Europeo dell’educazione attraverso lo sport

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Con decisone n. 291/2003, il Consiglio ed il Parlamento Europeo hanno proclamato il 2004 Anno europeo dell’educazione attraverso lo sport, in considerazione dell’alta valenza sociale che le attività sportive possono svolgere nel settore dell’educazione alla vita civile.

Al fine di rendere più efficace la collaborazione fra le istituzioni scolastiche, le società sportive, gli organismi di promozione sportiva che intendano impegnarsi per la realizzazione degli obiettivi che si prefigge l’Anno europeo dell’educazione attraverso lo sport, in Italia è stato costituito un Comitato nazionale di coordinamento composto da rappresentanti del Coni (Comitato olimpico nazionale italiano), del Ministero dell’istruzione e del Ministro per i beni e le attività culturali.

Scuole, associazioni ed enti che vogliono promuover e realizzare progetti in linea con gli obiettivi dell’Anno europeo dell’educazione attraverso lo sport, possono presentarli (secondo modalità riportate nel sito internet www.istruzione.it, dove è stata inserita un’apposita sezione "Eurosport" che fornisce indicazioni sull’iniziativa) entro il prossimo 1 marzo al suddetto Comitato nazionale e alla Commissione europea. Maggiori chiarimenti possono essere richiesti contattando la Direzione generale per lo status dello studente, per le politiche giovanili e per le attività motorie (e-mail: [email protected]).
A "Villa Erba" di Cernobbio, in provincia di Como, lo scoro 20 gennaio si è svolto un incontro a cui erano presenti anche il ministro per i Beni e le attività culturali, Giuliano Urbani, il sottosegretario all’Istruzione Stefano Caldoro e il presidente del Coni Gianni Petrucci.

Il ministro Urbani ha aperto  ufficialmente anche in Italia l’Anno europeo dell’educazione attraverso lo sport, con parole ripetute da cinque giovani studenti in altrettante lingue: inglese, francese, tedesco, spagnolo e greco (da ricordare che quest’anno i Giochi olimpici tornano a disputarsi ad Atene).

Urbani ha sottolineato che la pratica sportiva scolastica deve mantenere un aspetto esclusivamente ludico e Petrucci ha riconosciuto che c’è stato un periodo in cui il Comitato olimpico nazionale mirava a cercare e formare "piccoli campioni" piuttosto che favorire il coinvolgimento di tutti gli alunni nella pratica sportiva. Il presidente del Coni, inoltre, ha rilanciato la proposta di una "Giornata nazionale dello sport", da svolgere il 6 giugno 2004 (e poi con cadenza annuale la prima domenica di giugno).

Il sottosegretario al Miur Stefano Caldoro ha sostenuto la necessità che la cultura dello sport entri a far parte a pieno titolo del processo educativo degli studenti e ha sottolineato che l’educazione fisica e sportiva devono avere maggiore spazio nella scuola, anche favorendo un’intesa più ampia tra società, famiglie e privato sociale. Caldoro ha anche annunciato l’istituzione di una banca dati inerente le principali attività, in ambito sportivo,  promosse sul territorio dagli istituti scolastici.

Ma gli insegnanti e i coordinatori di educazione fisica degli Uffici provinciali (a questi ultimi era stato riservato un seminario, svolto il giorno prima dell’apertura dell’Anno europeo dell’educazione attraverso lo sport) avrebbero gradito, accanto ad affermazioni, su giovani e sport, che a qualcuno possono sembrare "di circostanza", una maggiore chiarezza sul ruolo ed il futuro dell’educazione fisica e dello sport nella scuola, per il quale attualmente sono stanziati 3 milioni di euro: visto l’alto riconoscimento nei confronti dello sport scolastico e della sua valenza nel processo educativo, ci si aspettava forse l’annuncio di maggiori investimenti in questo specifico settore, anche alla luce di finanziamenti ben più sostanziosi in altri Paesi dell’Unione Europea.