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70 anni fa nasceva la Repubblica: garanzia d’eguaglianza dei cittadini, a partire dalla scuola

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“Domani è la Festa della Repubblica: un anniversario importante: 70 anni fa con un miracolo della ragione i cittadini hanno fatto una scelta precisa”.

Quella di indicare “un processo che sarebbe diventato il nostro percorso di vita quotidiana”, a cominciare dalla Costituzione che di lì a poco ne è derivata.

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A dirlo è stato il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, parlando il 1° giugno con gli studenti durante una visita a Palazzo Spada, dove è collocato il Consiglio di Stato.

Il 2 giugno 1946, ha detto il responsabile del Miur, “ci ha dato un indirizzo e la responsabilità di inaugurare una nuova democrazia. Questo patrimonio non dobbiamo darlo per conquistato e acquisito. Va coltivato, tutelato e alimentato ogni giorno, con la consapevolezza che in alcuni contesti il confine tra legalità e illegalità è veramente sottile”.

 

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“Il secondo comma dell’articolo 3 dà un messaggio chiaro al mondo della scuola. Se c’è una sede, un luogo, dove questo articolo può diventare realtà è il banco di scuola”, ha tenuto a dire il ministro.

Il riferimento di Giannini è, in particolare, al passaggio dalla Costituzione che indica di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

 

Riportiamo, per intero, l’articolo 3 della Costituzione italiana citato dal ministro dell’Istruzione:

ART. 3:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [cfr. artt. 29 c. 2, 37 c. 1, 48 c. 1, 51 c. 1], di razza, di lingua [cfr. art. 6], di religione [cfr. artt. 8, 19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

 

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