Home Politica scolastica A Catania aperta la campagna referendaria per abolire “la buona scuola”

A Catania aperta la campagna referendaria per abolire “la buona scuola”

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La Flc-Cgil Catania organizza per questo fine settimana, aderendo alla campagna referendaria sulla modifica della Legge 107/2015, una raccolta firme per la presentazione dei quattro quesiti per l’abolizione di parti significative della cosiddetta “Buona scuola”: dei finanziamenti privati alle singole scuole, incremento per le statali; della chiamata discrezionale dei docenti; dell’obbligo di minimo 200-400 ore di alternanza scuola-lavoro; del potere del preside di scegliere arbitrariamente i docenti da premiare.

Venerdì 20 maggio  la raccolta firme si terrà  a Catania, in via Fava 2 angolo viale Mario Rapisardi, dalle ore 9,30 alle ore 13,30;

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sabato 21 maggio a Catania, in via Etnea davanti alla Villa Bellini dalle ore 17,00 alle ore 20,30;

domenica 22 maggio sul lungomare di Acitrezza, in piazza Vittime del terrorismo internazionale dalle ore 9,00 alle ore 13,30.

Sul primo quesito: se vince il SI ogni donazione da parte dei cittadini confluisce solo all’interno del sistema d’istruzione nazionale statale, redistribuendo le risorse tra zone ricche e povere e scuole che ne hanno più o meno bisogno. Si eviterà così la creazione di scuole di élites e di scuole-ghetto e il prevedibile sbilanciamento a favore delle scuole private, in modo da garantire il diritto allo studio a tutti.

 

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Sul secondo quesito: se vince il SI il dirigente scolastico non potrà più, a sua discrezione, scegliere e confermare o mandar via dopo tre anni i docenti. L’assegnazione dei docenti alle scuole avverrà con criteri oggettivi e senza il ricatto della scadenza, eliminando il rischio di gestione clientelare  delle assegnazioni, e di limitazione della libertà d’insegnamento: il preside non potrà condizionare l’autonomia professionale dei docenti.

Sul terzo quesito: se vince il SI viene abrogato il limite minimo fissato per legge di 400-200 ore in azienda (istituti tecnici e professionali e licei) di alternanza scuola-lavoro. Potranno così decidere le singole scuole quando, dove e come pianificare esperienze professionali coerenti con gli obiettivi del proprio Piano di Offerta Formativa, evitando di perdere ore di lezione anche in assenza di esperienze di lavoro formative, solo per ottemperare a una formalità.

Sul quarto quesito: se vince il SI viene abrogato il potere del dirigente scolastico di scegliere i docenti a cui dispensare discrezionalmente il premio salariale per presunto “merito” (con tutti i rischi clientelari che non facciamo fatica a immaginare). Il comitato di valutazione torna composto dai docenti e dal dirigente, non deve più identificare nessun “criterio per la valorizzazione” e si limita a esprimere parere sul periodo di prova dei neo-assunti. Il fondo annuale da 200 milioni si conferma salario accessorio per valorizzare tutti i docenti, precari inclusi, ed è inserito nella contrattazione integrativa nazionale e di scuola.