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A dicembre gli Stati Generali della scuola

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Saranno gli Stati Generali della scuola a mettere a punto la proposta definitiva sulla riforma che il Governo presenterà al Parlamento nei primi mesi del 2002; la convocazione è prevista per il mese di dicembre e già adesso al Ministero si sta lavorando intensamente per preparare l’evento.
La commissione istituita dal ministro Moratti e presieduta dal prof. Bertagna ha già predisposto una prima bozza del documento che il Ministro presenterà agli Stati generali, ma certamente di qui a dicembre le modifiche non mancheranno.

Per intanto però alcuni punti fermi ci sono già.

Innanzitutto verrà cancellato uno degli aspetti qualificanti della "riforma Berlinguer" e cioè la scuola di base di 7 anni e sarà confermato il percorso attuale (5 anni di scuola elementare + 3 di media inferiore); per consentire il conseguimento del diploma all’età di 18 anni i corsi di studio delle scuole superiori potrebbero essere ridotti a 4 anni.

Una questione sulla quale ci sarà molto da discutere riguarda il rapporto fra scuola secondaria e formazione professionale: già nel discorso al Parlamento del luglio scorso il ministro Moratti aveva fatto capire che è sua intenzione proporre un vero e proprio bivio all’uscita della scuola di base. A 14 anni, dopo la licenza media, gli studenti dovrebbero scegliere fra scuola superiore e formazione professionale che proseguirà fino ai 21 anni.

Difficile prevedere se una ipotesi del genere riuscirà a raccogliere i consensi necessari: scontata la posizione contraria di Cgil e di una parte dell’opposizione parlamentare, incerta appare invece l’adesione della Gilda che – essendo molto presente nella scuola superiore – potrebbe non vedere di buon occhio la riduzione di un anno di questo segmento del sistema scolastico.

Al contrario la Cisl, che fin da subito aveva osteggiato il progetto di 7 anni di scuola di base, potrebbe essere soddisfatta della soluzione proposta da Letizia Moratti.

Ma questi sono, per ora, ragionamenti sulla carta, dal momento che il dibattito sulla riforma di intreccerà con la questione contrattuale che – di qui a pochi mesi – infiammerà tutta la scuola, dalla materna ai licei.

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