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A quando un aumento dignitoso delle “pere”?

Recentemente sono stati pubblicati i dati relativi agli stipendi medi degli addetti del comparto Scuola nel nostro Paese. Come di consueto, gli stipendi in questione sono stati paragonati con quelli degli altri paesi europei e, come al solito, è emerso che gli insegnanti italiani sono tra i meno pagati d’Europa.
Questa volta, però, la novità è stata che i dirigenti scolastici italiani risultino mediamente i più pagati del “vecchio continente”. Il semplice riportare di questo dato oggettivo ha evidentemente infastidito qualche rappresentante della categoria dei dirigenti scolastici che si sono visti additare insolitamente come “ricchi”.
Ed ecco il florilegio di distinguo, di precisazioni, di paragoni (in primis con gli altri dirigenti del comparto pubblico che, a loro dire, avrebbero stipendi analoghi a fronte di poche e risibili responsabilità, ad esempio). Fino alla poco velata accusa ai giornalisti che hanno riportato la notizia di non saper fare il proprio mestiere confondendo “mele con pere”, a proposito del confronto tra stipendi dei dirigenti con quelli degli insegnanti.

Ebbene parliamo di queste “pere” e del perché negli ultimi anni (e con i governi di tutti i colori politici…) ci sono stati significativi incrementi dei salari dei dirigenti scolastici a fronte di aumenti semplicemente ridicoli degli stipendi degli insegnanti, in quanto del tutto inadeguati a contrastare l’inflazione a doppia cifra dell’ultimo decennio. Per quale ragione gli stipendi degli insegnanti italiani sono ancora decisamente i più bassi di tutta la Pubblica Amministrazione, anche dopo gli sbandierati incrementi celebrati dall’attuale Ministro dell’Istruzione e del merito?
Chi fa la Scuola italiana, solo i dirigenti o anche e direi soprattutto (con buona pace di certi DS…) gli insegnanti? E gli insegnanti cosa sarebbero? Visto il quadro economico sempre più desolante a cui non si ha intenzione di porre rimedio, evidentemente sono ancora dipendenti che hanno tanto tempo libero, lavorano poco e fanno tre mesi di ferie all’anno (probabilmente anche per qualche dirigente scolastico con la “coda di paglia”…).


Massimo Pernice

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