“Ho ripetuto più volte ai confronti di sindaci che chiedevano un contributo dello Stato che devono pagare gli autori di questi atti teppistici: sfasciare una scuola significa danneggiare la comunità, tutti devono essere consapevoli, non si può difendere chi distrugge, imbratta aule, sporca, devasta e danneggia l’intera comunità. Chi è responsabile deve pagare“. A dirlo è stato il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, intervenuto il 13 aprile a ‘Diario del giorno’ su Retequattro.
Il titolare del Mim ha tenuto a ricordare che “occupare le scuole è illegale, l’occupazione di un edificio pubblico è un atto illegale e quando gli occupanti vengono individuati ci sono procedure sanzionatorie nei loro confronti, si tratta di sanzioni disciplinari (inasprite da questo Governo, ad iniziare dal decreto Caivano n.d.r.), poi ovviamente questo non implica che non ci possano essere anche altri tipo di sanzioni (di tipo civile e penale n.d.r.) non di competenza delle autorità scolastiche”.
Valditara ha comunque lasciata aperta la porta del dialogo con gli studenti: la strada da seguire, ha specificato, può essere quella di valorizzare le consulte studentesche “che devono poter accedere a tutte le scuole e dialogare con tutti gli studenti”.
Quindi, il Ministro ha tenuto a ricordare che “ci sono anche le ore di autogestione che nei regolamenti delle scuole sono destinate ad approfondimenti gestiti dagli studenti. Ci devono essere spazi di democrazia e di gestione gestiti dagli studenti, le regole ci sono già, vanno applicate dalle autorità scolastiche e giudiziarie. Bisogna che tutti abbiano il coraggio di applicare le regole esistenti”, ha concluso il Ministro.