La scuola “deve aspirare ad essere un luogo di protezione, riconoscimento, di cura”, un ambiente nel quale “ogni studente si senta visto, ascoltato, accompagnato”. E proprio per queste deve poter avere “le risorse necessarie”. Sono le parole del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, citate dal portale Vatican News e pronunciate nel corso del convegno “Mappe di speranza per un’agenda educativa regionale: salute mentale, tecnologie digitali ed educazione” in corso in Vaticano.
Un’occasione per tornare a parlare delle trasformazioni sociali e tecnologiche in corso, a pochi giorni dalla pubblicazione della prima enciclica di papa Leone XIV, “Magnifica Humanitas”, dedicata al rapporto tra umanità e intelligenza artificiale, che proprio al tema dell’istruzione dedica parole molto importanti. “La scuola”, ha scritto tra le altre cose il Santo Padre, “è il luogo in cui le nuove generazioni possono imparare a cercare e amare la verità, a interrogarsi sul senso della vita e sulla dignità di ogni persona“.
A ribadire il messaggio, oggi, è il braccio destro del papa. A proposito del “ruolo fondamentale delle famiglie e delle comunità locali”, scrive ancora Vatican News, il cardinale Parolin ha affermato che se la famiglia è “sostenuta e accompagnata, rappresenta il più potente fattore di protezione per la salute mentale dei bambini e degli adolescenti”. Ma se “lasciata sola di fronte alle pressioni economiche, sociali e culturali, la sua capacità protettiva si indebolisce e il rischio di disagio aumenta”.
I nostri giovani, ha aggiunto il segretario di Stato vaticano, “possano trovare nella scuola, nella comunità, nella società, gli strumenti e gli orizzonti di cui hanno bisogno per vivere una vita piena, libera, significativa”. Il cardinale Parolin ha concluso il suo intervento al convegno sull’educazione citando proprio il Santo Padre. “Come ha scritto papa Leone XIV: ‘Siate servitori del mondo educativo, coreografi della speranza‘. Sia questo il nostro impegno comune”.