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Abilitazione al sostegno: lo squilibrio tra fabbisogno di posti e numero di specializzati difficilmente sarà colmato

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Di fronte allo squilibrio tra fabbisogno di insegnanti di sostegno e numero di specializzati, il ministero dell’Istruzione di concerto con il Ministero dell’Università ha avanzato al Mef la richiesta di attivazione di nuovi percorsi con un forte incremento dell’offerta formativa. Nello specifico, per il  TFA sostegno VI ciclo, i posti disponibili saranno circa 22.000. Tuttavia, è difficile ipotizzare che lo squilibrio tra fabbisogno di posti e specializzati possa essere definitivamente colmato con questo provvedimento. Per due ragioni:

  • La prima è legata alle reali aspirazione della stragrande maggioranza dei docenti, che vedono nel sostegno un primo passo per inserirsi stabilmente nel mondo della scuola, con il successivo obiettivo di passare all’insegnamento della materia di competenza. Ciò significa che, a fronte di nuovi ingressi, si registreranno sempre abbandoni nella posizione di insegnante di sostegno.
  • La seconda ragione è legata al costante aumento nelle nascite di bambini con disabilità. Secondo dati pubblicati dall’Istat nel report “Inclusione scolastica degli alunni con disabilità”, riferito all’a.s. 2019-2020, le disabilità interessavano 284 mila bambini in età scolastica, con una crescita di 91 mila nell’arco degli ultimi dieci anni.

Le ore di sostegno sono conseguente aumentate del 18%, fino ad una media di 14 ore a settimana. Tuttavia, si tratta di una risposta insufficiente, tanto che il 6% delle famiglie ha presentato ricorso al Tar per servizi insufficienti. Di fronte a questo squilibrio, il sistema ha risposto impiegando un numero crescente di supplenti non specializzati. Ben 107 mila nell’a.s. 2020-2021, con una crescita di circa 4 punti rispetto alla situazione registrata nell’ a.s. 2017-2018, contro 22 mila specializzati.
Inoltre, le graduatorie provinciali hanno accolto un numero crescente di docenti che hanno conseguito l’abilitazione all’estero. Quest’ultima soluzione trova conforto nel D.Lgs 11/2007 n. 206, il quale recepisce la direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali acquisite in Stati membri dell’Unione europea.

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All’inizio dell’a.s. 2020-2021, ad esempio, nelle graduatorie provinciali di Trapani e di Reggio Calabria, la metà dei docenti di sostegno risultava aver conseguito la specializzazione in Spagna o Romania. Fino ad oggi, i corsi di sostegno all’estero si svolgevano direttamente nel Paese dell’Università ospitante, richiedendo agli aspiranti docenti lunghi soggiorni tra ore di lezione e tirocinio (di circa 7-8 mesi, per una durata equivalente al TFA italiano). La grande novità che si sta invece registrando è la possibilità, accordata ad alcune Università europee, di poter svolgere i corsi sul sostegno direttamente in Italia o in modalità telematica (ma con tirocini svolti in Italia), aprendo tale possibilità anche a coloro che hanno conseguito un titolo di laurea triennale.

Per maggiori informazioni sulle procedure per conseguire l’abilitazione al sostegno con una Università estera direttamente in Italia è possibile contattare il numero verde 800 719 719 oppure scrivere a [email protected].

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