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Prima Ora | notizie del 6 luglio

06.07.2026

Abolire l’insegnamento della religione a scuola? La proposta in Senato della docente nel mirino della Lega

La proposta di sostituire l’ora di religione cattolica con una nuova disciplina obbligatoria di Antropologia delle religioni e delle culture ha acceso il dibattito nel mondo della scuola e della politica. A presentarla, nel corso di un’audizione presso la Commissione Cultura e Istruzione del Senato, è stata una docente di Lettere della scuola secondaria, che ha illustrato un progetto di riforma in chiave storica, antropologica e scientifica, più coerente – secondo lei – con il carattere pluralista della società contemporanea.

Due fronti contrapposti

La proposta ha immediatamente scatenato reazioni opposte. La deputata della Lega e vicepresidente della Commissione Cultura Giorgia Latini ha definito la richiesta «gravissima» e «folle», accusando la docente di voler usare il proprio ruolo per imporre convinzioni politiche e «ideologia gender» agli studenti. “La scuola è un luogo di libertà e imparzialità”, ha dichiarato Latini, auspicando “tutti i provvedimenti del caso a tutela del sistema scolastico italiano”. Sul fronte opposto, il sindacato SAIR – Sindacato Autonomo Insegnanti di Religione ha invece accolto con favore l’impostazione della proposta, apprezzando in particolare la volontà di non penalizzare gli attuali insegnanti di religione, prevedendo per loro un percorso di riconversione professionale nella nuova disciplina. Il sindacato pone però una condizione irrinunciabile: la continuità occupazionale per tutti i docenti in servizio, a tempo determinato e indeterminato. Attualmente circa il 30% dell’organico – circa 7.500 docenti – è precario, e il SAIR chiede che nessuno paghi le conseguenze di un’eventuale riforma. Qualunque cambiamento, conclude il sindacato, dovrà coniugare innovazione culturale e piena tutela dei diritti dei lavoratori.

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