Quattro anni per tentato omicidio, porto abusivo di arma da taglio e violenza privata. È la pena patteggiata davanti al Gup del Tribunale di Monza da un ventenne egiziano che nel dicembre scorso aveva accoltellato un diciottenne fuori da scuola. A dare la notizia è Il Giorno, secondo cui “il raid premeditato era stato deciso dopo una zuffa cominciata a scuola e finita sul pullman”.
Il giovane, si legge nell’articolo, “aveva accoltellato al torace, sbagliando pure persona, uno studente egiziano diciottenne all’uscita da scuola”. In seguito era stato arrestato, e mandato a processo insieme a due minorenni, “che avevano 15 e 16 anni, cugini, anche loro egiziani, per cui procede l’apposito Tribunale di Milano”. Sarebbe stato proprio il quindicenne, dopo la lite, a invocare il suo intervento.
“L’accoltellatore si era presentato il 17 dicembre davanti alla scuola all’uscita degli studenti”, scrive ancora Il Giorno. “Spintoni, pugni e calci. Poi il diciottenne, iscritto all’indirizzo da geometra e residente a Bresso, si era piegato su se stesso, dolorante e con le mani sulla pancia: perdeva sangue dal torace, ma per fortuna il fendente non aveva lesionato organi“. Una situazione apparsa da subito grave.
“Il giovane era stato trasportato all’ospedale Niguarda in codice rosso”, riporta la testata, “sottoposto a un intervento chirurgico e ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Chirurgia d’urgenza. Nel frattempo, era partita l’inchiesta dei carabinieri della Compagnia di Sesto San Giovanni. Le testimonianze di altri studenti avevano fatto emergere che a essere colpito era stato il ragazzo sbagliato”.
A marzo, ribadisce Il Giorno, “per l’egiziano e i due minorenni era scattata l’ordinanza di custodia cautelare chiesta dal pm della Procura di Monza Michele Trianni e disposta dal gip del Tribunale monzese Andrea Giudici per il maggiorenne”. Per il diciottenne e un minore era arrivato l’arresto”, conclude il quotidiano, “mentre un cugino era risultato irreperibile”.